Per il consigliere comunale di Azione la situazione nel capoluogo procede «di male in peggio». Sottolineata in una nota la necessità di predisporre una adeguata programmazione
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«Di male in peggio, a Catanzaro, per carenza idrica». E’ quanto denuncia in una nota il consigliere comunale di Azione Stefano Veraldi. «Al mattino, i cittadini, specialmente quelli residenti nella zona Sud si svegliano con l’ansia dell’acqua, la cui erogazione da lì a qualche ora verrà interrotta – scrive l’esponente del partito di Calenda –. Ed è corsa contro il tempo, specie in alcune zone, quali il quartiere Aranceto, dove lo stop idrico nell’ultimo mese è riapparso da 10 giorni, dopo essere sparito subito dopo il consiglio comunale che abbiamo richiesto alla presenza di Sorical. Il problema ancora oggi è la scarsa pressione. Ma l’ufficio acquedotto del capoluogo con a capo Dirigenti, Rup, funzionari e Assessori fa acqua da tutte le parti e continuano inoltre a non far rispettare il capitolato. Nel quartiere Siano solo nell’ultimo anno nello stesso punto ( Via Tre Fontane) sono stati eseguiti circa 6 interventi e nessuno fa applicare il capitolato che, prevede, dopo la terza ripartizione, la sostituzione di 15 metri di tubo».
«Chi controlla i controllori? Chi non fa rispettare i capitolati? Ci sono interessi nel far arricchire le ditte private sulle spalle dei cittadini? E ancora, se Sorical anche oggi mi ha comunicato che il serbatoio Corvo, che serve anche il quartiere Aranceto è oltre lo sfioro perché si lascia nuovamente e da giorni un quartiere senza acqua nel pieno del periodo natalizio con ingenti danni economici ai residenti che oltretutto non possono neanche accendere i riscaldamenti e le lavatrici?» domanda il consigliere Veraldi, che poi prosegue: «Capiamo che all’apparato tecnico e politico che governano la città, lautamente pagati, poco importa se non attendere il 27 di ogni mese, ma avrebbero dovuto, se avessero avuto un minimo di senso istituzionale, predisporre un’adeguata programmazione, che ad oggi, non ha consentito di affrontare il problema che ha raggiunto ormai dei livelli insostenibili, tanto da offendere addirittura la dignità umana. E i “CIS Acqua Bene Comune” sono l’ennesima dimostrazione di un cambiamento in peggioramento».

