Il camion troppo pieno di materiale, l'argine franoso o un malessere. Saranno l'autopsia ed i risultati dei rilievi scientifici a stabilire le cause della terribile morte di un imprenditore 61enne catanzarese, Tonino Nisticò, deceduto mercoledì pomeriggio a bordo del suo automezzo.

Qualcuno, tra cui parenti della vittima, sono tornati stamane sulla strada da cui a stento si scorge, e solo da un punto, la piccola sagoma bianca del camion.

L'uomo, molto conosciuto e stimato, titolare di una ditta di movimento terra, ha perso il controllo del mezzo da cantiere precipitando per una scarpata da una stradina sterrata del quartiere Cavita.

Sul posto sono intervenute le squadre dei Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro – sede centrale – con il supporto di personale Speleo Alpino Fluviale e dell’elicottero Drago del Reparto Volo di Lamezia Terme, che hanno rintracciato il mezzo dopo accurata perlustrazione.

I vigili del soccorso aereo hanno raggiunto la carcassa dall'alto recuperando il corpo dell'uomo ormai senza vita.

Secondo le prime ricostruzioni, che sono al vaglio della Procura della Repubblica, il pesante mezzo potrebbe essere scivolato nella vallata del Corace fino ad urtare contro uno sperone della scarpata che avrebbe determinato lo schiacciamento della cabina di guida.

Molto difficile se non impossibile ipotizzare il recupero del mezzo incastrato ad un centinaio di metri dal più vicino punto-strada.