Le ondate di calore alterano digestione, microbiota e metabolismo. Il docente dell’Università Magna Graecia dà indicazioni su come proteggere intestino e fegato, quali errori evitare a tavola e chi rischia di più durante l'estate
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Le ondate di calore sempre più intense e prolungate stanno trasformando l’estate in una delle principali emergenze per la salute pubblica. Le temperature record, favorite dai cambiamenti climatici, stanno provocando un aumento dei ricoveri ospedalieri e della mortalità, soprattutto tra gli anziani, i malati cronici e le persone più fragili. Ma il caldo estremo non aggrava soltanto patologie cardiovascolari e respiratorie: favorisce anche la diffusione di nuove malattie infettive, altera il funzionamento dell’organismo e mette sotto pressione il sistema sanitario. Di fronte a questo scenario abbiamo sentito il professor Ludovico Abenavoli, Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Digerente dell’ UMG di Catanzaro
Professore, durante le ondate di calore si parla soprattutto di disidratazione e colpi di calore. In realtà, anche l’apparato digerente risente profondamente delle alte temperature. Cosa succede al nostro organismo?
Le temperature elevate modificano profondamente il funzionamento del nostro organismo. Una parte importante del flusso sanguigno viene deviata verso la cute per disperdere il calore, mentre intestino e altri organi ricevono una minore perfusione. Questo può rallentare la digestione, alterare la funzione della barriera intestinale e favorire sintomi come gonfiore, nausea, senso di pesantezza, diarrea o, al contrario, stipsi dovuta alla disidratazione. Il caldo, quindi, non mette in difficoltà soltanto il sistema cardiovascolare, ma anche quello gastroenterologico.
Quanto conta l’alimentazione durante un’estate particolarmente calda? Esistono errori che vengono commessi molto frequentemente?
L’alimentazione rappresenta uno dei principali strumenti di prevenzione. Il primo errore è consumare pasti abbondanti e ricchi di grassi nelle ore più calde della giornata. La digestione richiede energia e aumenta la produzione di calore corporeo. È preferibile scegliere pasti piccoli e frequenti, privilegiando frutta, verdura, cereali integrali, pesce e olio extravergine di oliva, cioè gli alimenti cardine della Dieta Mediterranea. Fondamentale anche mantenere un’adeguata idratazione durante tutta la giornata, senza aspettare la comparsa della sete.
Il microbiota intestinale può risentire delle alte temperature?
Assolutamente sì. Il microbiota è estremamente sensibile ai cambiamenti ambientali, compresi quelli legati all’alimentazione e allo stato di idratazione. La disidratazione e una dieta sbilanciata possono alterare l’equilibrio della flora intestinale, favorendo fenomeni infiammatori e aumentando la suscettibilità ai disturbi gastrointestinali. Per preservarne l’equilibrio è utile consumare quotidianamente alimenti ricchi di fibre vegetali e mantenere uno stile alimentare regolare.
In estate aumentano anche le gastroenteriti e le intossicazioni alimentari. Perché?
Le alte temperature favoriscono la proliferazione di batteri e altri microrganismi negli alimenti, soprattutto se viene interrotta la catena del freddo. Carne, pesce, latticini, creme e alimenti preparati possono deteriorarsi rapidamente. È quindi essenziale conservare correttamente gli alimenti, evitare lunghi periodi a temperatura ambiente e prestare particolare attenzione durante picnic, buffet e pranzi all’aperto.
Il fegato può risentire del caldo?
Il fegato è un organo centrale nel metabolismo e risente indirettamente delle elevate temperature. La disidratazione può alterare diversi processi metabolici, mentre l’abuso di alcol rappresenta un rischio ancora maggiore durante il periodo estivo, aumentando il pericolo di disidratazione e di danno epatico. Nei pazienti con malattie croniche del fegato è particolarmente importante mantenere un corretto apporto di liquidi, seguire la terapia prescritta e consultare il medico in presenza di peggioramento delle condizioni cliniche.
Quali categorie di pazienti devono prestare maggiore attenzione ai disturbi gastrointestinali durante il caldo estremo?
Gli anziani e i bambini rappresentano certamente la categoria più vulnerabile, ma anche chi soffre di patologie croniche deve adottare particolari precauzioni. Nei soggetti fragili una semplice disidratazione può rapidamente determinare uno scompenso clinico importante.
Qual è il consiglio più importante che desidera lasciare ai cittadini per affrontare un’estate sempre più calda?
Il caldo non si combatte soltanto con il condizionatore, ma anche attraverso uno stile di vita corretto. Bere con regolarità, seguire un’alimentazione ispirata alla dieta Mediterranea, limitare alcolici e pasti eccessivamente abbondanti, conservare correttamente gli alimenti e riconoscere precocemente i sintomi della disidratazione rappresentano strategie semplici ma estremamente efficaci. La prevenzione resta sempre la migliore terapia. Un intestino sano, un microbiota equilibrato e una corretta alimentazione contribuiscono non solo al benessere digestivo, ma anche alla capacità dell’organismo di affrontare lo stress provocato dalle ondate di calore.



