Certo, la Calabria ha talmente tanti problemi che tutti insieme in un reel non ci stanno. Però colpisce che nell’ultimo video realizzato dal presidente della giunta regionale, Roberto Occhiuto, siano elencate dieci cose belle che accadranno in Calabria nel nuovo anno. Fra queste però non c’è nessun accenno ad uno dei problemi principali della nostra regione ovvero la carenza idrica. Il maltempo di queste ore, potrebbe far ben sperare. Ma gli esperti meteorologi dicono che di neve (vera riserva d’acqua) alla fine ne ha fatto ben poca. Il sole arrivato poi in queste ore inevitabilmente la farà sciogliere in poche ore.

Affidarsi al cielo, però, sarebbe davvero riduttivo. Il problema è di un sistema che sconta trent’anni di ritardo sulla legge Galli e che fa acqua da tutte le parti. Il dato politico è che l’acqua non è mai entrata seriamente nel dibattito pubblico. Nessuno ne parla. Eppure i calabresi si trovano ciclicamente a fare i conti con rubinetti a secco, con disagi per le famiglie, ma anche per le imprese.

Il centrodestra ha portato avanti la grande riforma dell’Arrical, ad esempio, affidando a Sorical la gestione di tutto il ciclo idrico dall’adduzione alla distribuzione. La legge risale ormai al 2022, ma il sistema non sembra essere definitivamente partito. Così ogni volta che manca l’acqua è tutto uno scaricabarile fra Comuni, Sorical, la siccità… chi può dirlo?

Nessuno però chiede conto di quanto si sta effettivamente facendo per migliorare il servizio. Le opposizioni in consiglio regionale, ad esempio, non chiedono conto ai massimi dirigenti di Sorical e Arrical (che costano ai calabresi in emolumenti quasi 500mila euro l’anno) del loro operato. Eppure la legge istitutiva di Arrical ha una norma chiarissima, l’articolo 14, definito clausola valutativa. In base a questo articolo la giunta avrebbe dovuto entro un anno presentare un rapporto su quanto realizzato da Arrical e i risultati ottenuti. Più in generale l’articolo stabilisce che il consiglio regionale esercita il controllo sull’attuazione della legge istitutiva di Arrical e ne valuta i risultati ottenuti. Ancora. La giunta avrebbe dovuto presentare ogni tre anni, alla commissione competente, i risultati e gli obiettivi raggiunti. Sono passati più di tre anni e nessun dato è stato presentato. Così le infrastrutture come le dighe (da quella dell’Esaro in giù) restano solo monumenti allo spreco. Milioni di euro investiti e zero risultati.

All’inerzia del consiglio regionale corrisponde anche quella dei sindaci. Il famoso comitato dei 40 che dovrebbe svolgere funzioni di indirizzo su Sorical sembra un convitato di pietra. Molti dei membri di diritto del comitato si limitano a lanciare invettive nelle vesti di sindaci contro Sorical ogni qual volta si manifesta una carenza idrica. Ma nelle sedi deputate cosa si sta facendo praticamente? Ancora non sono stati disegnati adeguatamente i vari piani d’ambito per stabilire gli interventi e investimenti necessari. I ben informati dicono che il direttore generale di Arrical, Luciano Vigna, sia molto impegnato sul tema dei rifiuti. In particolare sulla delicata gara relativa al raddoppio del termovalorizzatore di Gioia Tauro, appena affidata con riserva al gruppo Iren. Tema molto importante certamente, ma sull’acqua che progetti ci sono in campo? Possibile che nessuno ne parli e ne chieda conto?

Ultimo paradosso, il rapporto fra Sorical e Comuni. La società idrica avrebbe dovuto subentrare ai Comuni anche nella gestione delle reti municipali. In molti casi questo passaggio non è ancora avvenuto nonostante la legge abbia più di quattro anni. Ad esempio a Cosenza non è così. Nella città dei Bruzi si assiste allora ad un paradossale scontro fra Sorical che sostiene che Cosenza venga fornita di molta più acqua rispetto alle sue reali necessità e il consigliere regionale Francesco De Cicco che accusa Sorical di inefficienza.

In realtà il servizio idrico a Cosenza è a macchia di leopardo. In alcune zone della città l’acqua c’è; in altre solo poche ore al giorno. A leggerla così sembrerebbe un problema di manovra sulle reti che se ben effettuate potrebbero migliorare il servizio. De Cicco, allora, potrebbe rivolgersi all’assessore alla Manutenzione del Comune di Cosenza. Peccato che sia lui stesso, ma da solo quindici anni consecutivi...

Benvenuti nel fantastico mondo dell’acqua in Calabria che è sempre più poca e sulla quale la politica si limita a galleggiare, oscillando fra il vuoto populismo e il silenzio più assoluto.