Rosa Passarelli è tra gli esercenti che questa estate ha deciso di chiudere: «Non si riuscivano a tirare su nemmeno i soldi per pagare la luce o il fitto. Bisogna riaprire il dibattito sulla musica: mandare via i dj alle 23.30 non ha alcun senso»
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Rimodulare i limiti per l’emissione di musica nei locali di intrattenimento pubblico potrebbe rappresentare una buona spinta alla ripresa economica del quartiere marinaro. Ne è convinta Rosa Passarelli, titolare di un aperitif e drink a lido, quest’anno giunto al decimo anno di attività. «È un traguardo importante che pensavo non sarebbe mai arrivato, considerati i tempi» racconta.
Il riferimento è anche alle polemiche che hanno accompagnato il quartiere a mare della città riguardanti la chiusura di molti esercizi e locali notturni durante il periodo estivo. Tra questi ci sta anche l’apertif e drink di Rosa che riapre al pubblico questa sera. «In questi dieci anni abbiamo cercato di tenere aperto anche a luglio e ad agosto ma con risultati bassissimi. Non si riuscivano a tirare su nemmeno i soldi per pagare la luce o il fitto.
Per cui preferisco restare chiusa» specifica l’imprenditrice che aggiunge «ho un altro locale a Soverato e lì è tutto diverso: si lavora tutti i giorni da luglio fino ai primi di settembre. Il mio locale è in uno dei vicoletti con B&B e abitazioni intorno però là non si lamenta mai nessuno. A Catanzaro invece è cambiato tanto. A me dispiace perché per me sono dieci anni di storia ma fa male».
Rosa racconta le serate da pienone di un tempo. «Anni bellissimi. Abbiamo stralavorato, poi la situazione è degenerata progressivamente. A Lido non è più come prima, ad esempio nel 2016 quando non si poteva camminare per le vie e tutti i locali erano pieni di gente. Adesso si lavora solo il fine settimana e, in particolare, il sabato. Gli altri giorni si lavora pochissimo, proprio poco».
Secondo l’esercente ad incidere è anche la scarsa sicurezza e gli orari ridotti in cui è consentito riprodurre musica nei locali. «I ragazzi prima delle undici, mezzanotte non escono. È da questo orario in poi che inizia la confusione. Per cui se quando arrivano in un locale, tu sei costretto a chiudere la musica, che fanno? Bevono il drink e se ne vanno. I ragazzi escono per trascorrere una serata o qualche ora ad ascoltare un po' di musica, a chiacchierare con gli amici. Quando vedono che il dj chiude, vanno via a ballare in discoteca. Così non ha senso restare in un locale».
L’esercente si rivolge anche agli altri titolari di locali e bar in zona: «Dovremmo essere uniti perché l'unione fa la forza. Organizzare qualcosa tutti insieme potrebbe migliorare la situazione».


