Non è soltanto il codice genetico a scrivere il nostro destino, ma anche (e soprattutto) le scelte che compiamo ogni giorno tra le mura di casa e sul posto di lavoro. È questo il messaggio dirompente lanciato dal professor Ciro Indolfi, cardiologo di fama internazionale, durante la presentazione del suo ultimo libro “Longevity – Strategie per vivere bene e a lungo”. L’incontro, svoltosi nella Sala Cultura “Giovanni Paolo II” di Marcellinara, in provincia di Catanzaro, ha rappresentato il cuore del nuovo appuntamento della rassegna "Marcellinara Legge: Storie, Radici e Futuro". Il volume, pubblicato da Rubbettino, si distingue per un approccio rigorosamente scientifico ma capace di parlare a tutti, esplorando il delicato equilibrio tra prevenzione, biologia e progresso medico.

È stata la Sala Cultura "Giovanni Paolo II" di Marcellinara, in provincia di Catanzaro, ad ospitare la presentazione del libro "Longevity" del cardiologo Ciro Indolfi.

«La longevità, cioè non solo vivere di più ma vivere di più in buona salute, dipende essenzialmente dai cittadini. Solo il 25% di tutto il rischio dipende dai geni, il 75% dipende dal nostro stile di vita – ha affermato il cardiologo –. Oggi la cardiologia ha fatto dei passi da gigante, siamo al massimo di quello che la ricerca ci può dare sulla terapia. Dobbiamo prevenire quelle morti che invece avvengono a casa dei cittadini, nei posti di lavoro, quando il soggetto non riesce a raggiungere l'ospedale. Quindi la prevenzione, sia per le malattie del cuore sia per i tumori, rimane l'arma più potente per vivere più a lungo».

La sfida attuale dunque è intercettare il rischio prima che si trasformi in evento acuto, prevenendo quelle morti che avvengono nel quotidiano, quando il paziente non ha ancora varcato la soglia di un presidio sanitario.  A fare da eco a queste riflessioni è stato il sindaco di Marcellinara Vittorio Scerbo che ha espresso grande soddisfazione per il successo dell'iniziativa. La rassegna culturale "Marcellinara Legge: Storie, Radici e Futuro" ha ottenuto il riconoscimento nazionale di "Città che legge", bando promosso dal Centro per il Libro e la Lettura che premia la vivacità intellettuale. Per il primo cittadino, proporre la cultura come elemento fondante non è solo un esercizio accademico, ma un modo concreto per rafforzare la coesione sociale e promuovere la crescita armoniosa di tutta la comunità.