L'Associazione Nazionale Presidi e Alte Professionalità interviene a seguito del raid intimidatorio subito dal Polo Tecnologico della città lametina
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Ferma condanna per il vile raid intimidatorio subito dal Polo Tecnologico “Carlo Rambaldi” di Lamezia Terme per i numerosi colpi di pistola che hanno preso di mira le pareti interne e le aule di laboratorio dell’istituto è stata espressa, attraverso una nota, dall’Associazione Nazionale Presidi e Alte Professionalità (ANP).
«È un fatto inaccettabile e, purtroppo, ormai emblematico, in quanto sintomo di un rifiuto generalizzato di quella legalità di cui la scuola, soprattutto in contesti difficili e complicati, rappresenta spesso l’unico reale presidio educativo – si legge nel comunicato -. La violenza e la profanazione di un luogo educativo rappresentano un attacco non solo alla scuola, ma ai valori fondamentali della convivenza civile e democratica. L’ANP Calabria, il Presidente nazionale Antonella Giannelli condannano con fermezza quanto accaduto e manifestano vicinanza e solidarietà alla dirigente scolastica dott.ssa Simona Blandino, a tutti i Docenti, al personale ATA, agli studenti e alle famiglia ed alla società civile lametina, vittime di un gravissimo atto vandalico e intimidatorio che colpisce in modo profondo un’istituzione scolastica ed il suo dirigente scolastico, da sempre impegnati nel propugnare valori di rispetto, tolleranza e reciproco riconoscimento, che risultano disattesi da comportamenti e atti così intollerabili ed inqualificabili».
Per l’ANP «la scuola è una delle chiavi del presente e del futuro dell’Italia e, in quanto “Istituzione”, non è accettabile che venga messa alla gogna per episodi che di goliardico non hanno nulla, ma che sconfinano in reati punibili dalla legge che richiedono che i responsabili siano celermente individuati ed assicuranti alla giustizia, per scontare la giusta pena».
«Il deprecabile episodio di delinquenza e/o di vandalismo ci obbliga, tuttavia, a interrogarci – prosegue la nota – su diverse questioni: perché un’istituzione che lavora per formare e costruire coscienze e intelligenze viene presa di mira con atti spregevoli? Perché queste degenerazioni non possono essere prevenute? Quali meccanismi scattano, per cui figure istituzionali così importanti in una società vengono vilipese? La scuola costruisce le fondamenta della nostra società, la scuola costituisce l’edificio che avvia e cementifica i rapporti, che crea amicizie e relazioni durature che valgono per una vita intera. La scuola non alza barriere ma costruisce ponti, consente la condivisione di obiettivi, è un mondo che non esclude ma coinvolge. Occorre ricostruire un clima di rispetto e di solidale collaborazione, consci che tutte le componenti di una comunità (famiglia, associazionismo, istituzioni, scuola) rappresentano un tassello fondamentale in un percorso educativo virtuoso. E’ indispensabile un raddrizzamento di rotta, per far sì che episodi come questo, che infangano il nome dell’intera comunità scolastica lametina, che in molteplici frangenti ha saputo far parlare di sé per la propria qualità, non si ripetano più».
«Mandiamo tutti un messaggio forte di rispetto e civiltà – si legge in conclusione – . Facciamo sentire forte e chiara la nostra voce affinché una singola nefanda vicenda non faccia più rumore dei tanti straordinari momenti che inorgogliscono le scuole e la società civile di Lamezia Terme e ci fanno rendere orgogliosi del nostro sistema scolastico. La scuola resta e deve restare baluardo di libertà, cultura e inclusione: di fronte a simili episodi, è dovere di tutti riaffermare con determinazione il valore della formazione, della legalità, della civiltà come risposta alla violenza e all’intolleranza. In un momento storico in cui la tutela delle scuole, dei dirigenti scolastici e del personale educativo è più che mai urgente; episodi di questo genere mettono in evidenza, oggi più che mai, la necessità di rafforzare la sicurezza nelle scuole e riaffermare, con tutti i mezzi, l’autorevolezza di chi ha il compito di guidare le comunità educanti».


