Identità e cultura al centro di un incontro con l'assessore regionale Gianluca Gallo: l’opera di Luigi Gregorio Comi e il quadro "La Gloria di Skanderbeg" celebrano la storia della piccola comunità del Catanzarese
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La lingua come ponte tra passato e futuro, come custode di una storia secolare che non vuole essere dimenticata. Nella Sala Consiliare “A. Santo”, la comunità di Caraffa di Catanzaro ha vissuto un momento di profondo valore identitario con la presentazione ufficiale di “Fjalor Caraffa”, l’inedito vocabolario arbëreshë curato da Luigi Gregorio Comi.
L'opera rappresenta un tassello fondamentale per la tutela del patrimonio linguistico locale. Un progetto fortemente voluto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Sciumbata, su impulso di Serena Notaro, Presidente del Consiglio comunale con delega alla cultura, che ha ribadito come investire nelle radici linguistiche sia un modo efficace per mantenere vivo il tessuto connettivo di una comunità.
Un omaggio all'eroe e alla memoria
Nel corso dell’evento è stata inoltre presentata l'opera pittorica “La Gloria di Skanderbeg” di Giuseppe Rocca. L'omaggio all'eroe nazionale albanese ha sottolineato i valori di libertà e appartenenza che ancora oggi definiscono l'identità arbëreshë. Presente all'iniziativa anche l'editore e critico d'arte Riccardo Colao.
La rilevanza del progetto ha richiamato inoltre l'attenzione delle istituzioni regionali. L’assessore regionale Gianluca Gallo è intervenuto durante la manifestazione delineando le prospettive future per la promozione delle minoranze linguistiche in Calabria, sottolineando l'impegno della Regione nel sostenere questi presidi culturali.
Il dialogo istituzionale e il valore della tradizione
L'evento, moderato dal giornalista di LaC News24 Francesco Graziano, ha visto un parterre di ospiti illustri. Tra questi anche Salvatore Paone, sindaco di Maida; Pasquale Cuzzola, Capitano della Compagnia dei Carabinieri di Girifalco; Don Francesco Muccari e Don Francesco Santo.
Il dibattito ha coinvolto esperti, amministratori locali, critici d’arte e gli stessi autori, trasformando la presentazione in un dialogo aperto sulla necessità di trasmettere il prezioso patrimonio storico e culturale ereditato dall'Albania alle nuove generazioni. In un’epoca di globalizzazione, Caraffa di Catanzaro sceglie di ripartire dalle parole per affermare convintamente che il passato ha diritto di cittadinanza anche per il domani che si appresta ad arrivare.




