Dalle rotte internazionali alla dimensione più intima di Catanzaro, scegliendo di fermarsi per ricominciare. È il percorso di Rocco Del Franco, protagonista di LaC Storie, che oggi tutti conoscono come “Testa di latta”, artista capace di trasformare materiali comuni in espressione identitaria.

Per anni ha vissuto tra aeroporti e continenti, lavorando come assistente di volo. Un’esperienza intensa, che però a un certo punto non bastava più. «Ho viaggiato tanto, ho visto tanto, ma sentivo che mi mancava qualcosa - racconta. Avevo bisogno di fermarmi, di mettere radici e capire davvero cosa volevo fare».

Il ritorno a Catanzaro segna l’inizio di una nuova fase. Non un passo indietro, ma una scelta precisa. «Non è stato un ritorno per necessità, ma per scelta», sottolinea, ribaltando la narrazione di chi vede il rientro come una rinuncia: «Qui ho trovato lo spazio per esprimermi».

È proprio in questo contesto che nasce “Testa di latta”, un nome che racchiude una visione artistica e personale. «La latta è un materiale povero, ma pieno di possibilità - spiega -. Mi rappresenta perché è qualcosa che viene scartato e può diventare altro».

Le lattine diventano così materia viva, punto di partenza per un processo creativo che unisce manualità e significato. «Prendo qualcosa che tutti considerano inutile e lo trasformo – racconta –. È un modo per dare una seconda vita agli oggetti, ma anche alle idee».

«Viaggiare mi ha aperto la mente – dice – ma fermarmi mi ha permesso di capire chi sono». Una consapevolezza che si riflette nelle sue opere, dove ogni pezzo racconta un frammento di esperienza.

Anche il rapporto con la città diventa centrale. Catanzaro non è solo lo sfondo, ma parte attiva del suo percorso. «Qui riesco a lavorare con più autenticità - afferma –. È il posto dove posso costruire qualcosa di mio».

“Testa di latta”, allora, non è soltanto un soprannome, ma una vera dichiarazione di identità: «Non è solo quello che faccio, è quello che sono». Un progetto che prende forma nel tempo, tra sperimentazione e ricerca personale.

La sua è una storia che parla di cambiamento e coraggio, di scelte controcorrente e di nuove possibilità. «A volte bisogna allontanarsi per capire dove tornare», conclude. E nel suo caso, il ritorno non è una fine, ma l’inizio di qualcosa di completamente nuovo.
Lo speciale dedicato a “Testa di latta” su LaC Play