Nostra intervista alla dirigente ospedaliera di Catanzaro dove l’ultraottantenne riceve cure, calore umano e pasti caldi regolari
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Le ultime notizie risalivano a venerdì 13 marzo scorso quando alcuni poliziotti ed i medici di un’ambulanza avevano convinto Aldo Obizzo, anziano senza fissa dimora che pernottava da giorni su una fredda panchina del centro di Catanzaro, ad accettare le cure facendosi ricoverare.
E così Aldo, personaggio da tutti conosciuto col nomignolo di una nota marca di cereale che a volte però gli suona come offensiva, ha trovato finalmente un posto al calduccio con medici ed infermieri che si sono presi cura di lui.
Per chiedere notizie di Aldo e della sua degenza abbiamo avvicinato la dottoressa Elvira Bonacci direttore di Geriatria dell’Azienda unica Dulbecco presidio Pugliese (guidata dalla commissaria Simona Carbone).
<<Il sig. Aldo è giunto presso la nostra SOC in condizioni igienico-sanitarie molto precarie - dice in esclusiva a CatanzaroChannel la dirigente medica - L’equipe di reparto, che già conosceva il paziente in quanto spesso stazionava nei pressi dell’ospedale, ha subito preso a cuore il caso. Tutti gli operatori si sono prodigati a prendersene cura e a creargli attorno un ambiente tranquillo e accogliente, come peraltro facciamo con tutti i pazienti. Il sig. Aldo, che all’inizio aveva assunto un atteggiamento oppositivo, con il tempo ha accettato le terapie prescritte permettendo un progressivo miglioramento delle condizioni cliniche. Attualmente è tranquillo e si alimenta autonomamente al tavolo. Rifiuta, tuttavia ,categoricamente alcuni interventi specialistici per i quali è stata posta indicazione. Tali interventi erano peraltro già stati proposti e rifiutati circa sei mesi durante il ricovero presso altra SOC. Nel frattempo è stato ripulito e rifocillato, ha accettato anche di farsi radere >>.
Cosa prevedono i protocolli in caso di ricoveri di soggetti senza fissa dimora?
<<In Italia non esiste un protocollo specifico per soggetti senza fissa dimora, ai quali ovviamente viene garantita ogni assistenza sanitaria - continua la dottoressa Bonacci - E’ nostra consuetudine, all’ atto del ricovero, eseguire per tutti i pazienti una valutazione multidimensionale, al fine di valutarne non solo le condizioni mediche ma anche il grado di autonomia funzionale e gli aspetti sociali. Nel caso specifico, dopo tale valutazione, sono stati tempestivamente allertati i servizi sociali ospedalieri, come da prassi, per la valutazione socio-assistenziale del paziente. Gli stessi hanno poi trasmesso la documentazione al servizio sociale del Comune di Catanzaro, nonché all’autorità giudiziaria per gli adempimenti di competenza>>.
Per tanti giorni il sig. Obizzo ha rifiutato le cure, accettando solo i pasti. Ora è collaborativo?
<< In parte - dice il direttore Bonacci – perché collabora per alcune procedure come assunzione della terapia, esecuzione degli esami di laboratorio e alcuni esami strumentali; accetta di alimentarsi e le cure igieniche personali. Dimostra, tuttavia, un atteggiamento ostativo quando si propongono alcuni interventi necessari per la sua salute>>.
Quanto tempo potrà stare da voi?
<<Dal punto di vista clinico il paziente è stabilizzato, sebbene persistano le problematiche per le quali ha rifiutato il trattamento. Inoltre, resta un degente molto fragile, in considerazione dell’avanzare dell’età (Aldo è ultraottantenne ndr) e delle patologie croniche di cui è affetto. Bisogna considerare, poi - conclude la dottoressa Elvira Bonacci - che l’atteggiamento di rifiuto che il paziente manifesta potrebbe essere una scelta non del tutto consapevole e nascere da una condizione di isolamento sociale di lunga data. Per tale motivo potrebbe essere indicata l’attivazione di una tutela giuridica a salvaguardia dei suoi interessi. Per cui i tempi di permanenza in ospedale dipendono dalla risoluzione di tali problematiche e dall’individuazione di strutture di accoglienza idonee>>.




