Per l’amministratore catanzarese: «Tutte le forze politiche democratiche calabresi dovrebbero riflettere sulle manovre “ideologiche” del primo cittadino che, non sappiamo se consapevolmente o meno, tenta di riaprire contrapposizioni pericolose»
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«Sono tornati i boia chi molla? Il sindaco forzista di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, ha riaperto una ferita che sembrava essersi rimarginata dopo 56 anni, celebrando pomposamente, con tanto di fascia tricolore, la rivolta del 1970 per il Capoluogo, dicendo che bisogna dare onore “a coloro che hanno combattuto per tentare di colmare una ingiustizia politica che Reggio aveva subito. È dovere di un Sindaco indossare questa fascia il 14 luglio di ogni anno. Ma non basta. Il sindaco Cannizzaro si è spinto oltre, annunciando che sarà istituito a Reggio Calabria il Museo della Rivolta», è quanto scrive in una nota il consigliere comunale di Catanzaro Vincenzo Capellupo.
«Ora – prosegue la nota – se è comprensibile e giusto che un sindaco ricordi le vittime innocenti dei moti, lascia di stucco questo tentativo di riscrivere la storia, dimenticando che quella rabbia popolare, forse genuina, venne strumentalizzata e orientata dal neofascismo, dai servizi segreti e dal terrorismo. Ci chiediamo cosa ci sia dietro questa riscrittura della storia calabrese che vorrebbe Reggio Calabria scippata dal ruolo di Capoluogo dalla “tiranna” Catanzaro. Cannizzaro si sta forse preparando ad aprire un contenzioso istituzionale per riassegnare il Capoluogo alla Città dello Stretto? D’altronde come possiamo dimenticare il video girato alla Cittadella in cui Cannizzaro chiedeva ad Occhiuto, scherzosamente ma non troppo, di colorare di amaranto lo stendardo della Regione Calabria?»
«Tutte le forze politiche democratiche calabresi – si legge in conclusione – dovrebbero riflettere sulle manovre “ideologiche” del sindaco di Reggio Calabria che, non sappiamo se consapevolmente o meno, tenta di riaprire contrapposizioni pericolose».

