La Biblioteca De Nobili si è trasformata, per un pomeriggio, in un laboratorio di riflessione dove scienza, diritto e arte si sono intrecciati per scardinare i pregiudizi sul mondo transgender. L'occasione è stata la presentazione di “Beyond the Binary”, l’ultimo saggio di Davide Costa, assegnista di ricerca presso l'Università Magna Graecia di Catanzaro, accompagnato dalla proiezione dell'omonimo docufilm prodotto da “Scienze Sociali in Scena”.

L’evento ha offerto uno spaccato multidisciplinare su una realtà spesso frammentata, arricchendosi anche di un forte valore simbolico grazie alla donazione dell'opera "L'Accesso" dell'artista Nuccio Loreti: una creazione bifronte che, priva di un lato privilegiato, invita l'osservatore a superare ogni prospettiva univoca.

Il dibattito ha visto la partecipazione di figure di spicco del mondo accademico e professionale. Raffaele Serra, docente di Chirurgia Vascolare all'UMG, ha posto l'accento sulla dimensione etica del saggio: «Parlare di questo libro significa parlare di coraggio. “Beyond the Binary” ci ricorda che la salute non è solo un atto clinico, ma una relazione. Quando le scienze umane incontrano la medicina, non ne scalfiscono il rigore, ma la rendono finalmente completa».

Sul fronte giuridico e istituzionale, l’avvocato Pietro Marino, Presidente di Confprofessioni Calabria, ha ribadito come l’inclusione debba tradursi in fatti strutturali. «La complessità del genere umano non deve spaventare – ha dichiarato Marino – ma deve guidarci verso un ordinamento più giusto, capace di tradurre il rispetto della dignità in leggi, linguaggi e pratiche cliniche adeguate».

Ricerca e testimonianze: il progetto di Davide Costa

Il cuore della manifestazione è stata l'analisi di Davide Costa, che con questo primo lavoro in lingua inglese ha voluto dare un respiro internazionale alla sua ricerca. Il saggio non si limita alla teoria, ma affonda le radici in un’indagine sul campo, sia qualitativa che quantitativa, condotta in Italia.

«Il saggio analizza la salute delle persone transgender con uno sguardo multidisciplinare», ha spiegato Davide Costa. «Parallelamente, il docufilm correlato porta sullo schermo quattro storie di vita, raccontando le esperienze concrete e spesso complesse vissute da queste persone all'interno del contesto sanitario».

L'iniziativa conferma l'importanza di un dialogo costante tra l'accademia e la cittadinanza, dimostrando come la ricerca sociale possa diventare uno strumento potente per la sensibilizzazione e il cambiamento culturale.