Piove sul bagnato si potrebbe facilmente sintetizzare, questo infatti è il rischio che corrono le imprese del Sud Italia danneggiate dal ciclone Harry, che non abbiano sottoscritto le cosiddette assicurazioni catastrofali. Dopo il primo stanziamento da 100 milioni da parte del Governo si guarda infatti al secondo step, quello dei requisiti e delle procedure dei richiedenti.

«Questo obbligo assicurativo – dice al nostro Network la dottoressa Rosa Maria Petitto, presidente dell’ Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Catanzaro – è stato previsto per le grandi imprese, piccole e medie imprese e sono stati indicati dei termini di sottoscrizione obbligatorie. Se non hanno sottoscritto la polizza chiaramente sono fuori dai risarcimenti se l'evento si è già verificato».

Le due eccezioni

Termini e proroghe delle CAT NAT, come sono sintetizzate le polizze catastrofi naturali, sono scaduti quasi per tutti.

«C'è stata una proroga al 31 marzo prossimo – precisa la Petitto – ma soltanto per alcune imprese, quelle che operano nella somministrazione di alimenti o nel settore ricettivo e quindi per quelle ovviamente sollecitiamo la sottoscrizione delle polizze».

Come se non bastasse si profila anche un fronte di potenziale conflitto normativo.Secondo alcune associazioni produttive eventi come le mareggiate fuoriescono dal perimetro delle calamità coperte come alluvioni e sismi.

Beffa da evitare

«No, non credo, – rassicura la presidente che sta per concludere il terzo ed ultimo mandato – la polizza per eventi catastrofali prevede anche l'evento che si è appena verificato, quindi le alluvioni, le esondazioni, sono tutte calamità naturali quindi è normale che rientrino in queste, ma il nostro territorio che è un territorio a rischio anche di terremoti è opportuno farlo, almeno garantiamo le imprese dalla protezione dei beni che per l'impresa costituiscono proprio le attività strumentali per poter esercitare le attività. Un consiglio spicciolo pratico a chi si trova in questa condizione?  Rivolgersi alla Regione Calabria- – Conclude la Petitto  fare la quantificazione dei danni con una perizia, con una stima e poter essere inseriti tra i soggetti che beneficeranno di questo contributo eccezionale»