Diverse e variegate le argomentazioni nel confronto-vertice tra i sindacati calabresi ed il presidente Occhiuto, ancora tronfio per l’annuncio di qualche ora prima sull’uscita della Calabria dal commissariamento in sanità.

Sul fronte infrastrutturale, Mariaelena Senese della UIL ha evidenziato criticità.
"Abbiamo sollevato - ha detto - la questione della Statale 106 e il fatto che nulla è previsto sulla Catanzaro-Reggio Calabria.
Siamo ancora allo studio di fattibilità, ma senza progettazione e risorse stanziate si parla del nulla. Il piano regionale dei trasporti è ambizioso, parliamo di 34 miliardi in 20 anni, ma serve maggiore attenzione sull'alta velocità. Manca ancora un miliardo per arrivare fino a Praia".

Sul tema sanità è intervenuto il segretario generale della Cisl Calabria Giuseppe Lavia: "Abbiamo giudicato positivamente l'uscita dal commissariamento, ma abbiamo ribadito l'urgenza di uscire dal piano di rientro per allentare i vincoli sugli investimenti e sulle assunzioni". Lavia ha poi sottolineato che "non possiamo perdere lavoratori nel settore sanitario. Abbiamo chiesto la stabilizzazione degli infermieri e del personale a tempo determinato e di mettere a terra ospedali e case di comunità per rilanciare la medicina territoriale".
Sul lavoro ha sottolineato la necessità del "superamento del precariato. Serve un piano operativo per dare garanzie ai circa 900 tirocinanti esclusi dalle stabilizzazioni. Non dobbiamo lasciare indietro nessuno". Infine, sul fronte infrastrutture ha definito "urgente recuperare il miliardo necessario per portare l'alta velocità fino a Praia. Abbiamo chiesto un confronto aperto e continuo".
Più critico e voglioso di tornare in piazza il segretario generale della Cgil Calabria, Gianfranco Trotta: "È vero che siamo usciti dal commissariamento - ha detto - ma restiamo in pieno piano di rientro e non abbiamo le mani libere sulla spesa. Il presidente si è impegnato a uscirne, ma i tempi non sono brevi. Le risposte stanno arrivando, ma per noi il tempo sta per scadere". Sul lavoro ha ribadito che è stato posto la questione "dei tirocinanti, degli Lsu e Lpu. Ci sono impegni, ma serve concretezza. Se le risposte non arriveranno a stretto giro, non abbiamo altro strumento che la mobilitazione. I calabresi aspettano risposte su lavoro, sanità e infrastrutture".
Nel complesso, i sindacalisti hanno definito l'incontro un punto di partenza positivo, ma hanno ribadito la necessità di verificare nei fatti gli impegni assunti dalla Regione.