di Rita Tulelli*

«Negli ultimi anni, l’uso dei social network da parte dei giovani è cresciuto in modo significativo, portando con sé non solo nuove opportunità di comunicazione, ma anche diversi rischi. Per questo motivo, in Italia e in tutta Europa si è aperto un dibattito sempre più acceso su come limitare l’accesso ai social ai minori e garantire una maggiore sicurezza online.

Attualmente,il quadro normativo di riferimento è il GDPR, che stabilisce che i ragazzi possano utilizzare servizi digitali a partire dai 14 anni, mentre per i più piccoli è necessario il consenso dei genitori. Nonostante ciò, molte piattaforme social, come quelle gestite da Meta Platforms, permettono l’iscrizione già dai 13 anni.

Il problema principale è che queste regole sono spesso poco efficaci, perché basta inserire una data di nascita falsa per aggirarle facilmente. Per rispondere a questa difficoltà, l’Unione Europea sta sviluppando una nuova applicazione pensata proprio per verificare l’età degli utenti in modo più sicuro e affidabile. L’idea è quella di creare uno strumento digitale che consenta di dimostrare la propria età senza dover condividere informazioni personali sensibili. L’utente, infatti, dovrebbe collegare un documento d’identità e ottenere una certificazione digitale che conferma semplicemente se ha o meno l’età richiesta per accedere a un determinato servizio. Questo progetto nasce dall’esigenza di proteggere i minori da contenuti non adatti, ridurre fenomeni come il cyberbullismo e l’uso eccessivo dei social, e allo stesso tempo responsabilizzare le piattaforme digitali.

In questo contesto, si sta discutendo anche della possibilità di alzare l’età minima perl’accesso ai social fino a 15 anni, rendendo le regole ancora più rigorose. Non mancano però le preoccupazioni. Alcuni esperti hanno sollevato dubbi riguardo alla sicurezza dei dati e alla reale capacità del sistema di garantire la privacy. Inoltre, c’è il rischio che anche queste soluzioni possano essere aggirate con strumenti tecnologici alternativi. In conclusione, la verifica dell’età online rappresenta una sfida complessa e ancora aperta.

La nuova app europea costituisce un passo importante, ma non può essere considerata una soluzione definitiva. Per rendere davvero sicuro l’ambiente digitale, sarà necessario affiancare alla tecnologia anche un’adeguata educazione all’uso consapevole dei social, coinvolgendo famiglie, scuole e istituzioni».

*rappresentante legale Associazione Universo Minori