Un nuovo e insidioso tentativo di truffa mette in allerta il territorio della provincia di Catanzaro. La Polizia di Stato ha lanciato un appello accorato alla cittadinanza, invitando tutti a prestare la massima attenzione dopo un grave episodio registrato a Lamezia Terme, il cui obiettivo finale era quello di svaligiare l'appartamento della vittima designata.

Il fatto: la finta convocazione in Questura a Catanzaro

Il meccanismo del raggiro è scattato quando una cittadina ha ricevuto sul proprio cellulare un SMS apparentemente proveniente dalla Polizia di Stato. Nel testo si invitava la donna a contattare un sedicente "Ispettore Francesco Morelli" e a recarsi, successivamente, presso gli uffici della Questura di Catanzaro.
 

Ritenendo la comunicazione autentica e istituzionale, la donna si è messa in viaggio verso il capoluogo. Una volta arrivata alla Questura di Catanzaro, però, ha scoperto l'amara verità: il messaggio era completamente falso e nessun poliziotto aveva mai disposto alcuna convocazione a suo nome.

Rientrata d'urgenza presso la propria abitazione, la vittima ha chiesto l'intervento immediato degli agenti della Squadra Volante del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Lamezia Terme. I poliziotti hanno effettuato un accurato controllo dell'immobile che, fortunatamente, non ha riscontrato segni di effrazione o intrusioni. L'episodio lascia tuttavia ipotizzare che il vero obiettivo dei malintenzionati fosse proprio quello di allontanare la donna da casa, approfittando della sua assenza per mettere a segno un furto in tutta tranquillità.

Il vademecum della Polizia: come riconoscere l'inganno

La Polizia di Stato ricorda e ribadisce con fermezza che non convoca mai i cittadini tramite SMS, né invita a contattare telefonicamente funzionari o ispettori attraverso numeri indicati in messaggi di testo sul cellulare.

In caso di comunicazioni sospette è fondamentale seguire queste regole d'oro:

Non seguire in alcun modo le indicazioni contenute nel messaggio;

Non richiamare i numeri di telefono indicati nel testo;

Verificare sempre la veridicità della comunicazione contattando direttamente gli uffici della Polizia di Stato attraverso i recapiti ufficiali;

Segnalare immediatamente episodi analoghi al Numero Unico di Emergenza 112 o recandosi al più vicino ufficio di Polizia.

«La prevenzione è il primo strumento di difesa: un cittadino informato è un cittadino più sicuro».

Le forze dell'ordine ricordano che la collaborazione di tutti è essenziale per prevenire questi raggiri. L'invito è quello di condividere il più possibile queste informazioni con familiari, amici e, in particolare, con le persone anziane, spesso i bersagli preferiti e maggiormente esposti ai tentativi di truffa.