L’esposto alla Guardia di Finanza è stato depositato. È questo il fatto nuovo che segna un ulteriore passaggio nella vicenda della riscossione coatta dei tributi comunali, finita sotto i riflettori per una serie di presunte irregolarità amministrative, contabili e procedurali. Un atto circostanziato, quello dell'opposizione, corredato da documentazione, con cui i consiglieri comunali di minoranza chiedono ora accertamenti formali su affidamenti, pagamenti e rispetto delle norme.

L’esito annunciato del confronto pubblico

Il deposito dell’esposto non arriva a sorpresa. Era stato annunciato pubblicamente nel corso dell’incontro del 7 febbraio scorso, promosso dai consiglieri di opposizione insieme ad associazioni e movimenti civici, «come naturale conseguenza – è stato ribadito – delle richieste dei cittadini e dell’assenza di risposte istituzionali e della mancata trasparenza sui punti contestati». In quell’occasione erano stati illustrati atti ufficiali, numeri e procedure che, secondo i promotori, delineavano un quadro “oggettivo e documentabile”.

La ricostruzione della vicenda

Al centro della contestazione c’è l’esternalizzazione del servizio di riscossione coatta, affidato dal Comune a una società esterna. Secondo quanto ricostruito dall’opposizione, l’affidamento sarebbe avvenuto tramite procedura diretta, in contrasto con il Codice dei Contratti Pubblici che, per le concessioni di servizi, prevede il ricorso a procedure ad evidenza pubblica - Confermato da Anac, Supporto giuridico del MIT, giurisprudenza, il quale escludono categoricamente il ricorso all'affidamento diretto.

Ma non solo. Il Consiglio comunale – organo titolare dell’indirizzo politico-amministrativo – aveva deliberato chiaramente in favore di una procedura pubblica. Un indirizzo che, sempre secondo la minoranza, sarebbe stato disatteso nei fatti, con una forzatura che avrebbe esautorato il Consiglio stesso. Ulteriori criticità riguarderebbero il contratto stipulato, giudicato difforme rispetto a quanto autorizzato, e soprattutto le modalità di pagamento al concessionario: assenza di determine di liquidazione, mancanza di mandati quietanzati, nessuna verifica documentata della regolarità contributiva e fiscale, pagamenti effettuati direttamente dal tesoriere comunale tramite sistema SDD (SEPA Direct Debit) e una tracciabilità in bilancio ritenuta insufficiente o assente.

A fronte di queste contestazioni, la minoranza afferma di aver richiesto ripetutamente documenti, dati sugli incassi, il dettaglio dei pagamenti e la convocazione di un Consiglio comunale straordinario. Tutte richieste rimaste senza seguito.

Il commento dell’opposizione

Nel commentare il deposito dell’esposto, i consiglieri di minoranza parlano di una scelta obbligata: «In questo lasso di tempo – sostengono – il sindaco non ha mai chiarito pubblicamente la vicenda davanti ai cittadini e al Consiglio comunale. Ha preferito limitarsi a riunioni interne, di convincimento, per dire ai suoi che è tutto a posto. Ma i fatti, gli atti e i numeri raccontano altro». Da qui la decisione di rivolgersi alla Guardia di Finanza, affinché siano verificati i profili di legittimità amministrativa e contabile. Per l’opposizione, la questione va oltre il merito tecnico: "È un tema di trasparenza, di rispetto delle regole e del ruolo delle istituzioni democratiche. Quando il confronto viene evitato, resta solo la strada degli organi di controllo".

Ora la parola passa agli accertamenti. Sullo sfondo, una vicenda che continua a dividere la politica cittadina e a interrogare la comunità.