Domani alle 15.30 il talk promosso dall’Anm all’Istituto “E. Scalfaro”: magistrati e rappresentanti delle istituzioni a confronto su donne, minori, tutela di chi rompe il patto familiare e garanzie nei maxi processi
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Donne e ’ndrangheta, tra complicità, vittimizzazione e possibilità di riscatto. Un tema sempre più centrale nel dibattito sulla lotta alle mafie sarà al centro di un talk organizzato dall’Associazione nazionale magistrati, in programma domani, alle 15.30, nell’aula magna dell’Istituto “E. Scalfaro” di Catanzaro.
Sono tante le sfaccettature del fenomeno che verranno discusse dai relatori all’interno del talk che per l’occasione vedrà la presenza del presidente della commissione criminalità organizzata dell’Anm Stefano Ammendola. Marisa Manzini, sostituto procuratore generale di Catanzaro, parlerà dell’importanza della scelta di rompere il patto familiare: donne minori e la tutela della nuova legge “liberi di scegliere”.
Il procuratore aggiunto di Catanzaro Giulia Pantano affronterà l’argomento “Complici, vittime, protagoniste: la complessità del femminile nella ‘ndrangheta”.
Il tema del “diritto a una nuova vita, come proteggere chi sceglie la giustizia per un efficace contrasto alle mafie” sarà dibattuto dal sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Annamaria Frustaci, mentre il giudice del Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, Lucia Antonella Bongiorno, parlerà di “Bilanciamento dei diritti e ricadute sul merito nella fase cautelare dei procedimenti di criminalità organizzata”.
Di “Giustizia e complessità: maxi processi tra efficacia repressiva e garanzie” discuterà invece il procuratore di Potenza Camillo Falvo.
Ai lavori sanno presenti anche il procuratore della Dda di Catanzaro Salvatore Curcio, il presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, Concettina Epifanio, il procuratore generale di Catanzaro, Giuseppe Lucantonio, la consigliera del Csm Maria Vittorio Marchianò, il presidente Ges Giovanni Strangis.
I lavori verranno moderati dal coordinatore della Commissione criminalità organizzata dell’Anm Giuseppe Amato mentre la chiusura e le conclusioni saranno appannaggio, rispettivamente, di Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare antimafia, e Anna Introini, magistrato in quiescenza, già presidente del Tribunale di Como e presidente della Corte d’Assise di Milano che ha celebrato il processo per il femminicidio di Lea Garofalo.


