«Usate la ragione» disse agli studenti in occasione della sua visita nel capoluogo, invitandoli a non lasciarsi frenare dai limiti geografici o culturali
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La scienza italiana dice addio ad Antonino Zichich i. Il fisico e divulgatore di fama mondiale è morto all'età di 96 anni. Protagonista della ricerca internazionale e figura centrale del dibattito pubblico, Zichichi ha lasciato un segno profondo anche in Calabria, dove fu ospite a Catanzaro , incontrando studenti e docenti e affidando ai giovani un messaggio chiaro e diretto: «Usate la ragione». Nato a Trapa ni nel 1929, Antonino Zichichi è stato uno dei più importanti esponenti della fisica delle particelle del Novecento. Ha lavorato nei maggiori centri di ricerca del mondo, dal CERN di Ginevra al Fermilab di Chicago, contribuendo allo studio dell'antimateria e guidando nel 1965 il gruppo che osservò per la prima volta l'antideutone, una delle scoperte che lo hanno reso noto a livello internazionale.
Riferimento per il mondo scientifico
Alla carriera scientifica ha affiancato un ruolo istituzionale di primo piano. È stato presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare , alla guida della European Physical Society e tra i promotori dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, oggi considerata una delle infrastrutture scientifiche più importanti d'Europa. In Sicilia ha fondato il Centro di Cultura Scientifica “Ettore Majorana” di Erice, trasformandolo in un punto di riferimento mondiale per il confronto tra scienziati, ricercatori e studiosi.
La visita di Zichichi a Catanzaro
Zichichi è stato anche un divulgatore instancabile, convinto che la scienza dovesse uscire dai laboratori e parlare alla società. «L'importante è divulgare, far conoscere con entusiasmo le conquiste della scienza, perché riguardano la nostra vita e il nostro domani», sosteneva spesso nei suoi interventi pubblici. È in questo solco che si colloca anche la sua visita a Catanzaro, dove incontrò gli studenti invitandoli ad esercitare il pensiero critico ea non rinunciare alla curiosità. In quell'occasione, il suo appello fu netto: «Usate la ragione». Un invito rivolto soprattutto ai giovani calabresi, chiamati, secondo Zichichi, a non lasciarsi frenare dai limiti geografici o culturali , ma a puntare su studio, metodo e conoscenza. Il rapporto con il Sud e con il Mezzogiorno non è mai stato retorico. Zichichi ha sempre sostenuto che il talento non abbia confini e che anche territori come la Calabria possano essere protagonisti, investendo in formazione e cultura scientifica. Ai ragazzi ricordava l'importanza di distinguere tra scienza e superstizione, ribadendo più volte che «gli oroscopi non sono scienza» e che il metodo scientifico rappresenta una bussola indispensabile per orientarsi nel mondo contemporaneo.
L'eredità culturale
Figura carismatica e spesso controcorrente , Zichichi non ha mai evitato il confronto pubblico, affrontando anche temi complessi come il rapporto tra scienza ed etica. Era convinto che «scienza e fede devono convivere», perché l'uomo vive tra razionalità e interrogativi più profondi, e che il dialogo fosse sempre preferibile allo scontro. Con la sua scomparsa, Catanzaro e la Calabria salutano non solo un grande fisico, ma un uomo che ha scelto di parlare anche a questa terra, affidando alla ragione e allo studio la responsabilità di costruire il futuro. Un'eredità culturale che resta viva, soprattutto tra le nuove generazioni.

