Il Tribunale del riesame di Catanzaro ha disposto l’annullamento del decreto di perquisizione e sequestro e ha ordinato la restituzione del cellulare a Nicola Comito – difeso dagli avvocati Enzo e Settimio Ioppoli – amministratore unico, da qualche mese, delle aziende di Paolo Paoletti, imprenditore condannato in primo grado in un processo sullo sfruttamento del lavoro. In seguito alla condanna sarebbe stata individuata la sistematica violazione degli obblighi a cui l’imprenditore era vincolato in ragione del suo stato di detenzione domiciliare, che gli inibiva qualsiasi contatto con persone esterne e diverse dal suo nucleo familiari.

Secondo alcune segnalazioni dell’amministrazione giudiziaria, in molteplici occasioni, Paoletti si sarebbe interfacciato con un suo dipendente che, a sua volta, avrebbe veicolato ad altri dipendenti le direttive che il primo impartiva. Da qui la revoca degli arresti domiciliari, con la restrizione in carcere, e l’iscrizione di un procedimento a carico dell’imprenditore per un nuovo reato, con il contestuale sequestro di telefonini, strumenti informatici ed altri documenti.

Ieri i giudici del Riesame hanno accolto il ricorso presentato dai difensori di Paoletti, – difeso dal Sergio Rotundo e Francesco Gambardella – annullando il decreto di perquisizione e sequestro emesso lo scorso dicembre nei confronti delle attività imprenditoriali riconducibili all’imprenditore catanzarese.
Oggi la decisione di accogliere anche il ricorso presentato dall’amministratore unico Nicola Comito.