La quinta commissione lo indica come candidato «certamente più idoneo» per succedere a Rodolfo Palermo alla guida dell’ufficio direttivo rimasto vacante dal 31 marzo 2025
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Il magistrato Giuseppe Spadaro
Oggi il Csm conoscerà il nome del successore di Rodolfo Palermo alla guida del Tribunale di Catanzaro, ufficio direttivo rimasto vacante dal 31 marzo 2025. E, a leggere la delibera della Quinta Commissione (relatore consigliere Paolini), il percorso sembra già tracciato: tutte le strade portano a Trento, dove da gennaio 2021 lavora Giuseppe Spadaro, indicato come candidato proposto e ritenuto “certamente più idoneo” per merito e attitudini.
Chi è Giuseppe Spadaro
La Quinta Commissione, nel proporre Giuseppe Spadaro, mette in fila una serie di passaggi che pesano. Il primo è la produttività, definita “notevole” e “superiore a quella dei colleghi” nei cinque uffici in cui ha prestato servizio. Nella ricostruzione della carriera vengono richiamati risultati concreti: oltre mille sentenze l’anno da pretore, l’azzeramento delle pendenze come GIP/GUP al Tribunale per i minorenni di Catanzaro, l’azzeramento del dibattimento penale al Tribunale di Lamezia Terme, poi – a Bologna, da presidente del Tribunale per i minorenni – circa ottomila provvedimenti civili e quasi tremila sentenze come GIP, oltre a un numero rilevante di sentenze collegiali.
Nel capitolo dedicato al Tribunale di Lamezia Terme la delibera insiste su due aspetti: l’attività “di fatto direttiva” svolta in un periodo complesso e, soprattutto, la capacità di portare a termine “alcuni dei più importanti e impegnativi procedimenti” contro le organizzazioni criminali locali. È in quel tratto che viene ricordato anche il dato personale: le gravissime minacce subite e la misura di protezione con scorta, cessata – si legge – solo “poche settimane fa”. Un elemento che la Commissione lega a un profilo di “assenza di remore” nell’azione e a una tenuta complessiva anche sotto pressione.
Ma il passaggio più “politico” – nel senso istituzionale del termine – è quello che riguarda la dimensione organizzativa. Spadaro viene descritto come magistrato capace di costruire modelli e prassi: dalla mediazione penale in Calabria all’esperienza che la relazione definisce “per la prima volta in Italia”, ovvero l’Ufficio di Mediazione Familiare dentro un tribunale, gratuito per i cittadini perché sostenuto dall’amministrazione comunale. È un modo per raccontare un dirigente che non si limita a “tenere” l’ufficio, ma prova a cambiarne il funzionamento.
Il lavoro a Bologna
A Bologna, poi, la delibera valorizza un contesto dichiarato strutturalmente difficile (scoperture e bacino d’utenza elevato) e lega proprio a quel contesto la portata dei numeri: nel triennio 2014-2016, secondo il parere richiamato, la produttività nel civile sarebbe quasi triplicata e nel penale aumentata sensibilmente, nonostante una scopertura costante. Qui la Commissione entra nel merito dei criteri organizzativi: gruppi di lavoro per materie, collegi precostituiti e calendario, sezione “stralcio” per arretrato, udienze filtro, gestione delle urgenze, rapporti con i servizi sociali e uso di strumenti digitali per collegamenti da remoto.
A Trento con un organico ridotto
Lo stesso schema torna su Trento, dove il Consiglio giudiziario – nella seduta di conferma – avrebbe attestato tempi medi inferiori all’anno per procedure delicate (adozioni, contenzioso, volontaria), e una produttività che, pur con un organico ridotto e frequenti incompatibilità, resta “ottima”. Anche qui: programmazione delle camere di consiglio, collegi predeterminati, intese con Procura e Consigli dell’Ordine, tavolo tecnico regionale e spinta sul processo civile telematico. Spadaro in Plenum dovrebbe ricevere un consenso ampio.

