In anteprima arriva “Il Dio dell’Amore”, film diretto da Francesco Lagi: una commedia dal tono ironico e malinconico che esplora le relazioni amorose contemporanee
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Non sarà una semplice proiezione. E forse è proprio questo il punto. Giovedì 26 alle ore 20:30, il Cinema Teatro Comunale di Catanzaro si prepara ad accogliere una di quelle serate capaci di restare, di lasciare un segno che va oltre il tempo della visione. Un appuntamento che restituisce al cinema la sua natura più autentica: quella di rito collettivo, di esperienza condivisa, di occasione di incontro reale.
In anteprima arriva “Il Dio dell’Amore”, film diretto da Francesco Lagi: una commedia dal tono ironico e malinconico che esplora con leggerezza e disincanto le relazioni amorose contemporanee. Un racconto corale che intreccia i destini sentimentali di uomini e donne, i loro modi di amarsi, ferirsi e rincorrersi.
I personaggi si muovono all’interno di una trama fitta dove ogni incontro è nodo e snodo, ogni legame è insieme inizio e fine. Le loro storie si intrecciano come fili di un unico grande disegno, dominato da una forza più grande e sfuggente: il Dio dell’Amore. A guidare il pubblico in questo viaggio nel cuore dei sentimenti è una figura straordinaria: Ovidio, interpretato da Francesco Colella.
E a rendere unica la serata sarà proprio la presenza di Francesco Colella, protagonista del film, attore intenso e raffinato, capace di attraversare il racconto con una profondità rara. Non una presenza simbolica, ma concreta, viva: Colella sarà in sala, seguirà la proiezione insieme al pubblico, respirerà le stesse emozioni e, al termine, si fermerà a dialogare, a confrontarsi, a restituire voce e senso a ciò che il film avrà lasciato.
È qui che il cinema cambia forma, perché non è soltanto guardare. È ascoltare il silenzio di una sala, condividere uno sguardo, riconoscersi nelle storie degli altri. E quando chi quelle storie le ha vissute dall’interno sceglie di mettersi accanto al pubblico, senza distanza, senza filtri, allora l’esperienza si trasforma in qualcosa di più: diventa relazione.
Il Teatro Comunale, diretto da Francesco Passafaro, si conferma in questo senso sempre più come il vero centro del centro storico. Non solo uno spazio fisico, ma un luogo identitario, capace di tenere insieme cultura, partecipazione e comunità. Un presidio vivo, che restituisce senso all’idea stessa di uscire di casa per vivere un evento, per incontrarsi, per sentirsi parte di qualcosa.
La serata del 26 non è solo un appuntamento in calendario. È un invito. A rallentare, a scegliere la presenza, a tornare a vivere il cinema nella sua dimensione più piena. A lasciarsi attraversare da una storia e, subito dopo, avere la possibilità di parlarne, di interrogarla, di condividerla con chi quella storia l’ha costruita. I posti sono limitati. E alcune esperienze, semplicemente, non si ripetono.

