Assemblea partecipata del Movimento per il rilancio nella Sala Verde della Cittadella regionale. Da infrastrutture e mobilità a sanità e turismo, istituzioni e territorio rilanciano una visione condivisa per la "Calabria media". Il vicepresidente Mancuso: «Serve passare dalle idee ai fatti»
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Dalla mobilità alle infrastrutture, dalla sanità al turismo. Ma soprattutto una domanda di fondo: può l'area compresa tra Catanzaro e Lamezia Terme diventare davvero il motore dello sviluppo della Calabria?
È attorno a questo interrogativo che si è sviluppata l'assemblea del Movimento per il rilancio dell'Area Urbana Catanzaro-Lamezia Terme, svoltasi nella Sala Verde della Cittadella regionale e partecipata da amministratori, professionisti, rappresentanti istituzionali e aderenti al progetto che da oltre trent'anni prova a costruire una visione unitaria della cosiddetta "Calabria media".
Ad aprire i lavori è stato il presidente del Movimento, Piero Amato, che ha ripercorso le origini di un cammino nato all'inizio degli anni Novanta e che oggi, secondo i promotori, torna ad assumere una valenza strategica per il futuro della regione. «L'obiettivo è partito nel 1991, quando istituzioni e territori sottoscrissero un'intesa importante», ha ricordato Amato. «Da allora sono nate numerose iniziative e oggi più che mai emerge la necessità di valorizzare un'area che concentra funzioni essenziali, dai servizi ai trasporti, fino ai collegamenti universitari e istituzionali». Un passaggio particolarmente significativo è stato dedicato al fenomeno dello spopolamento. «Catanzaro è passata da 100 mila a 83 mila abitanti», ha evidenziato Amato. «È il segnale di una crisi che richiede risposte concrete. Se riusciremo a dare nuova forza a questo progetto, possiamo guardare con fiducia allo sviluppo dell'intera area centrale della Calabria».
A raccogliere la sfida è stato il vicepresidente della Giunta regionale, Filippo Mancuso, che ha voluto riportare il dibattito su un piano operativo. «Non si tratta di rilanciare un'idea sul piano teorico», ha affermato. «La questione va affrontata concretamente dopo anni in cui è rimasta confinata nel dibattito ideologico e mediatico». Mancuso ha richiamato il Quadro Territoriale Regionale Paesaggistico del 2016, ricordando come la Calabria fosse stata suddivisa in sette aree strategiche. «Abbiamo scelto di partire da Catanzaro-Lamezia perché rappresenta il territorio più rilevante dal punto di vista strategico», ha spiegato, sottolineando però le difficoltà legate alla pianificazione urbanistica. «Pochi comuni hanno adottato i Piani Strutturali Comunali e senza strumenti adeguati diventa difficile costruire uno sviluppo organico e coerente». Nel corso dell'assemblea sono state presentate le relazioni delle commissioni tematiche dedicate a sviluppo territoriale, mobilità e trasporti, sanità e servizi sociali, turismo e valorizzazione del territorio. Un lavoro tecnico che punta a trasformare il progetto in una proposta concreta di pianificazione sovracomunale, capace di integrare servizi, infrastrutture e attività economiche.
A sostenere la prospettiva dell'area vasta è intervenuto anche il presidente della Provincia di Catanzaro, Mario Mormile. «Questa iniziativa punta a dare concretezza a un'idea vincente, soprattutto sotto il profilo infrastrutturale», ha dichiarato. «La mission della Provincia è proprio quella di favorire processi di integrazione territoriale. Catanzaro, Lamezia e l'intero hinterland devono agire in maniera coordinata per rafforzare questa visione». Tra i punti affrontati durante l'incontro anche la delibera della Giunta regionale n.112 del 25 marzo 2026, le proposte relative alla mobilità, alle attività socio-economiche, alla cultura, allo spettacolo e al turismo, oltre alla costituzione del Movimento giovanile, individuato come uno degli strumenti per coinvolgere le nuove generazioni nel percorso di costruzione dell'Area Urbana.
Le conclusioni sono state affidate all’onorevole Mario Tassone, presidente onorario del Movimento, al termine di un confronto che ha ribadito un concetto condiviso da tutti gli interventi: la crescita della Calabria passa anche dalla capacità di superare frammentazioni e campanilismi.
Un progetto che torna dunque al centro del dibattito istituzionale e politico regionale con l'ambizione di trasformare quella che per anni è stata soprattutto una visione in una concreta strategia di sviluppo territoriale. La sfida, adesso, sarà tradurre idee, studi e programmazione in opere, servizi e opportunità capaci di incidere realmente sulla vita dei cittadini.



