Un finanziamento da 200mila euro per sostenere la continuità aziendale mentre prosegue il percorso della composizione negoziata della crisi. È la richiesta che Catanzaro Servizi ha formalizzato nelle scorse settimane al tribunale, chiedendo l’autorizzazione a contrarre il prestito direttamente con il Comune di Catanzaro, socio unico della partecipata. L’istanza è stata presentata nell’ambito della procedura di finanza prededuttiva, uno degli strumenti previsti durante i percorsi di risanamento per consentire all’impresa di reperire liquidità funzionale alla prosecuzione dell’attività. A firmare il ricorso è stato l’amministratore unico della società, Antonio De Marco, assistito dall’avvocato Vincenzo Iiritano.

La richiesta è ora al vaglio della prima sezione civile – settore Procedure concorsuali del tribunale di Catanzaro. A seguire il dossier è il giudice Chiara Di Credico, già competente sulla composizione negoziata avviata dalla società partecipata nel dicembre scorso per tentare di superare la crisi finanziaria che da mesi condiziona l’equilibrio aziendale.

Il tribunale, prima di assumere una decisione, ha nominato un ausiliario tecnico. Si tratta di Andrea Panizza, chiamato a svolgere gli approfondimenti necessari per verificare la “funzionalità” del finanziamento rispetto agli obiettivi della continuità aziendale e alla tutela dei creditori. In sostanza, il professionista dovrà accertare se l’operazione sia coerente con il percorso di risanamento delineato dalla società e se le nuove risorse possano realmente contribuire a mantenere operativa Catanzaro Servizi senza pregiudicare le ragioni creditorie.

L’esito dell’istruttoria dovrebbe arrivare nelle prossime settimane. Il ricorso al prestito rappresenta uno dei passaggi previsti nel piano industriale predisposto nell’ambito della procedura negoziata. Sul tavolo, nei mesi scorsi, era stata valutata anche un’altra ipotesi: un intervento diretto del Comune attraverso un sostegno sul capitale sociale della partecipata. Una strada, però, sulla quale Palazzo De Nobili ha ritenuto opportuno chiedere un parere preventivo alla Corte dei conti, considerati i possibili riflessi sul piano contabile e amministrativo.
La scelta di percorrere la via del finanziamento prededuttivo sembra dunque inserirsi in una strategia orientata a garantire nuova liquidità alla società in una fase ancora delicata del percorso di risanamento.