Le “nuove” delibere su verde pubblico, manutenzione stradale e lampade votive ottengono l'approvazione dell’assemblea dopo i rilievi dell’Antitrust
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Le tre delibere sugli affidamenti in house a Catanzaro Servizi passano l'esame del Consiglio comunale. Verde pubblico, manutenzione stradale e lampade votive ottengono il via libera dell'aula al termine di una discussione inevitabilmente segnata dai rilievi dell'Antitrust e dalle incognite che continuano ad accompagnare il percorso di risanamento della partecipata.
L'approvazione arriva in un clima politico particolare. Perché il voto favorevole espresso da parte dell'opposizione non assomiglia affatto a una promozione dell'operato dell'amministrazione. Al contrario, diventa l'occasione per ribadire critiche e responsabilità che, secondo i consiglieri di Forza Italia, restano tutte in capo alla maggioranza.
Tra gli interventi più significativi quello di Sergio Costanzo. Il consigliere ha annunciato il proprio voto favorevole chiarendo immediatamente le ragioni della scelta: «Voto favorevole solo per salvare le 119 famiglie». Una posizione che separa nettamente il destino dei lavoratori dal giudizio politico sulla gestione della società.
«Voi avete creato il problema, voi lo dovete risolvere», ha affermato rivolgendosi ai banchi della maggioranza. Per Costanzo il sostegno alle delibere rappresenta dunque un atto di responsabilità istituzionale, ma anche la volontà di non offrire all'amministrazione alcun argomento per attribuire all'opposizione eventuali conseguenze negative sul futuro della partecipata. «Votiamo a favore per non darvi l'alibi di dire che per colpa nostra la società rischia di fallire», ha aggiunto.
Su un piano diverso, più tecnico e politico insieme, si sono collocati invece gli interventi di Valerio Donato e Gianni Parisi. Il primo ha ricordato di avere più volte evidenziato le criticità che oggi hanno portato all'intervento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. «Avevo previsto l'intervento dell'AGCM», ha sottolineato, sostenendo che ancora una volta sia stata un'autorità esterna a costringere Palazzo De Nobili a correggere il percorso amministrativo intrapreso. Donato ha contestato in particolare gli elementi economici contenuti nella nuova relazione illustrativa predisposta per giustificare la convenienza dell'affidamento in house, definendo «farlocco» il ribasso posto a fondamento del confronto con il mercato. Non è mancato, inoltre, il richiamo alla situazione finanziaria della società e al tema del finanziamento prededucibile, uno dei passaggi che continuano ad accompagnare il complesso percorso di riequilibrio aziendale. Fiorita ha riconosciuto che il prestito è stato approvato dal giudice del Tribunale di Catanzaro dopo il suggerimento di Donato.
Parisi è entrato nel dettagli del presunto vantaggio economico derivante in particolare dall'affidamento del verde pubblico mettendo in discussione in particolare il calcolo dell'Iva previsto nel piano aziendale. Il consigliere di opposizione, non soddisfatto dalle spiegazioni offerte dall’amministratore unico Tonino De Marco, ha votato no mentre Donato ha scelto di astenersi in tutte e tre le votazioni perché «non si può votare contro la Catanzaro Servizi». Alla fine le delibere passano. Ma il voto dell'aula racconta una storia più articolata di quella restituita dal semplice risultato numerico. La maggioranza porta a casa l'obiettivo politico e amministrativo di confermare gli affidamenti dopo i rilievi dell'Antitrust.
L'opposizione, almeno in parte, sceglie di non ostacolare un passaggio considerato decisivo per la sopravvivenza della società. Resta però sul tavolo una domanda destinata ad accompagnare i prossimi mesi: se gli affidamenti rappresentano una delle colonne portanti del piano di salvataggio di Catanzaro Servizi, sarà il tempo a dire se la nuova architettura costruita dopo l'intervento dell'AGCM sarà sufficiente a garantire non solo la tenuta giuridica degli atti, ma anche quella economica della partecipata.




