Palazzo De Nobili prova a blindare l'affidamento in house con una motivazione rafforzata: nel dossier il confronto con le gare di Arezzo e Gioia del Colle per dimostrare costi inferiori e maggiore convenienza rispetto al mercato
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La nuova delibera sull’affidamento del servizio di manutenzione del verde pubblico a Catanzaro Servizi approderà in Consiglio comunale nelle seduta convocata dal presidente Gianmichele Bosco per domani 18 giugno (in seconda chiamata). Un passaggio atteso che segna, di fatto, la riscrittura di uno degli atti finiti sotto la lente dell’AGCM nell’ambito degli affidamenti diretti alla società partecipata.
È proprio il parere dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato ad aver imposto una revisione dell’impianto deliberativo adottato da Palazzo De Nobili. Secondo i rilievi formulati dall'Antitrust, le precedenti delibere relative ai nuovi servizi affidati a Catanzaro Servizi – tra cui verde pubblico, manutenzione stradale e lampade votive – non avrebbero motivato in maniera sufficientemente approfondita la convenienza economica dell’affidamento in house rispetto al ricorso al mercato. Da qui la decisione dell’amministrazione di predisporre nuove delibere corredate da una motivazione rafforzata, in linea con quanto richiesto dalla disciplina sui servizi pubblici locali e dagli stessi rilievi dell’Autorità.
Nel caso del verde pubblico, la nuova relazione punta a dimostrare che il modello in house risulta economicamente più vantaggioso rispetto a una gara tradizionale. A supporto della tesi vengono richiamati alcuni benchmark nazionali, tra cui le esperienze dei Comuni di Arezzo e Gioia del Colle.
Secondo il confronto elaborato dagli uffici comunali, il costo medio del servizio si attesterebbe a circa 0,07 euro per metro quadrato nel caso di Catanzaro, contro gli 0,11 euro di Arezzo e gli 0,09 euro di Gioia del Colle. Il documento evidenzia inoltre che nelle gare pubbliche una quota compresa tra il 15 e il 20 per cento del valore dell'appalto è destinata al margine d'impresa dell'operatore privato, mentre nel modello in house eventuali utili resterebbero all'interno della società partecipata.
Un altro elemento valorizzato nella relazione riguarda la dotazione di mezzi e attrezzature. Nelle procedure di mercato, rileva il Comune, i macchinari restano di proprietà dell'operatore economico al termine del contratto; nel modello proposto per Catanzaro, invece, gli investimenti contribuirebbero ad accrescere il patrimonio pubblico.
L'amministrazione insiste inoltre sulle economie derivanti dall'integrazione con gli altri servizi già svolti da Catanzaro Servizi, sostenendo che la presenza stabile sul territorio consentirebbe una maggiore rapidità di intervento e minori costi organizzativi rispetto a un affidamento esterno.
La discussione arriva però in un momento particolarmente delicato per il futuro della partecipata. Catanzaro Servizi è infatti ancora impegnata nel percorso di composizione negoziata della crisi e beneficia delle misure protettive concesse dal Tribunale fino al prossimo 26 agosto. Sullo sfondo restano alcune scadenze considerate decisive per la tenuta del piano di risanamento, a partire dagli adempimenti contributivi collegati al DURC e dalle obbligazioni finanziarie previste nei prossimi mesi.
È anche per questo che il tema degli affidamenti continua ad assumere un peso che va oltre il profilo amministrativo. I nuovi servizi rappresentano infatti una delle principali leve individuate dal piano industriale per garantire liquidità alla società e consolidarne il percorso di riequilibrio.
La seduta di domani sarà dunque chiamate a valutare non soltanto un affidamento relativo alla manutenzione del verde urbano, ma uno degli atti attraverso cui l'amministrazione punta a superare i rilievi dell'AGCM e a rafforzare uno dei pilastri su cui poggia il tentativo di salvare la Catanzaro Servizi.





