Il Partito Democratico calabrese torna a discutere, riunisce il centrosinistra e prova a dare una direzione comune alla sfida al centrodestra. È questo il segnale politico della Festa regionale dell’Unità, che il 18 e 19 settembre ha animato piazza Mazzini a Lamezia Terme con due giornate di dibattiti partecipati, confronto tra le forze della coalizione e approfondimenti sui problemi della Calabria e del Paese.

La manifestazione restituisce l’immagine di un partito impegnato a esercitare una funzione di iniziativa e di raccordo. Il PD ci prova e rimette al centro di un ragionamento collettivo sul futuro del centrosinistra regionale, con l’obiettivo di trasformare la discussione in una proposta di governo credibile. Una prospettiva che guarda alle prossime elezioni politiche e, successivamente, alla costruzione delle condizioni per contendere al centrodestra la guida della Regione.

Il dato più significativo è senza dubbio la qualità del terreno scelto per questo confronto. Sanità pubblica, lavoro, innovazione, mobilità, pari opportunità, ruolo degli enti locali: questioni sulle quali misurare tanto le scelte del governo nazionale quanto l’operato dell’amministrazione regionale guidata da Roberto Occhiuto. La partecipazione di tutti i partiti della coalizione di centrosinistra ha dato alla festa un rilievo che supera i confini del PD e pone le basi per un percorso condiviso.

Una chiave di lettura era stata offerta dallo stesso Irto alla vigilia dell’appuntamento. «Per battere le destre dobbiamo essere realmente alternativi, il che implica una differenza di metodo, di uomini e di contenuti», aveva spiegato il segretario regionale. Un’indicazione accompagnata dalla richiesta di costruire una proposta unitaria sui grandi temi sociali, rafforzando il radicamento territoriale e la capacità di ascolto. L’intervista individua così il criterio con cui valutare anche il seguito della festa: la capacità di dare continuità politica al confronto.

La prima giornata ha affrontato il rapporto tra nuove generazioni, intelligenza artificiale e mercato del lavoro, attraverso l’iniziativa promossa dai Giovani Democratici della Calabria. Un tema che porta la discussione sul futuro della regione dentro le trasformazioni tecnologiche e produttive: formazione, competenze e opportunità occupazionali sono elementi essenziali di qualsiasi progetto rivolto ai giovani calabresi. Uno spazio proseguito sabato con l’appuntamento dedicato alle proposte dei GD per la Calabria.

Il dibattito sulle connessioni, sull’intermodalità e sulla mobilità sostenibile, con Andrea Casu e gli altri protagonisti del panel, ha posto al centro un altro nodo decisivo: il rapporto tra infrastrutture e qualità dei servizi. Per la Calabria, collegamenti e trasporti rappresentano una condizione concreta di accesso al lavoro, allo studio e alle cure. È su questa dimensione quotidiana che una proposta alternativa deve dimostrare la propria utilità.

Con la proposta di Giuseppe Falcomatà di mettere al centro la mobilità considerandola centrale per lo sviluppo della Calabria collegando i territori tra di loro in modo da contrastare lo spopolamento delle aree interne.

Particolare rilievo ha assunto il confronto sulla sanità come diritto universale, con Francesco Boccia. Accessibilità delle cure, organizzazione dell’assistenza e uguaglianza dei diritti costituiscono infatti un banco di prova fondamentale per il governo regionale e per l’opposizione chiamata a proporre soluzioni.

Accanto ai dibattiti politici, la presentazione del libro di Michele Drosi, Gaetano Filangieri, riformista e garantista, moderata dal giornalista Pasquale Mancuso, con Agazio Loiero e Mario Oliverio, ha aperto uno spazio di riflessione culturale sul riformismo e sulle garanzie. Un contributo che ha ampliato il confronto, collegando l’attualità alle radici del pensiero politico e istituzionale.

Nella seconda giornata, quella conclusiva, l’iniziativa delle Democratiche Calabria, “Né subalterne, né invisibili. Il femminismo che ricostruisce i territori”, ha portato al centro partecipazione e protagonismo delle donne. Il confronto con Roberta Mori, Teresa Esposito, Tonia Stumpo, Giuseppina Iemma e Jasmine Cristallo ha inserito la questione della parità dentro il ragionamento sul futuro delle comunità e sulla rappresentanza.

Il lavoro è stato un altro asse della manifestazione. Sicurezza, legalità, prevenzione, salario minimo, contrattazione, rappresentanza e contrasto al precariato hanno composto il quadro del dibattito con Nico Stumpo, Carlo Guccione, Gianfranco Trotta, Giuseppe Lavia, e i rappresentanti Uil. La presenza di interlocutori politici e sindacali ha dato sostanza a un confronto sulle tutele e sulla dignità dell’occupazione, collegando le battaglie nazionali alle esigenze del territorio.

L’assemblea degli amministratori ha poi affrontato il rapporto tra il dopo PNRR, l’autonomia differenziata e il ruolo dell’Europa nel futuro del Mezzogiorno. Con Alessandro Alfieri, Ernesto Alecci, Sindaci come Stasi, Caruso, Fragomeni e Romeo la discussione ha valorizzato il contributo di chi si confronta direttamente con i bisogni delle comunità. Da questo patrimonio di esperienze, è stato sottolineato, può arrivare una parte importante della credibilità amministrativa che il centrosinistra dovrà mettere alla prova. Mentre il capogruppo regionale in consiglio regionale Alecci ha tracciato il percorso da portare avanti in consiglio regionale su questi temi dai consiglieri nei prossimi mesi in modo da supportare ulteriormente le amministrazioni sui territori.

Il passaggio politico conclusivo è stato il confronto sull’alternativa per un nuovo governo del Paese. Allo stesso tavolo, insieme a Irto e Igor Taruffi, Anna Laura Orrico, Fernando Pignataro, Giuseppe Campana, Filomena Greco, Luigi Incarnato, Mimmo Serrao e Fabio Signoretta. La presenza di tutte le componenti della coalizione e il carattere costruttivo del dibattito rappresentano un punto di partenza concreto. Ora il compito sarà rendere stabile questa interlocuzione e tradurla in priorità condivise, iniziative comuni e una proposta riconoscibile dagli elettori.

Dalla due giorni emerge anche un segnale di coesione attorno alla guida di Nicola Irto. La rappresentanza del PD nel Consiglio regionale, la deputazione nazionale e il partito calabrese hanno assicurato partecipazione e sostegno al percorso del segretario. Un elemento politicamente rilevante per affrontare la fase che si apre e dare continuità al lavoro svolto.

A rafforzare questo messaggio è stata la chiusura di Igor Taruffi. Il responsabile nazionale dell’Organizzazione ha richiamato le priorità del Partito Democratico e ribadito una prospettiva di crescita e di vittoria. La sua presenza e il sostegno espresso assumono il valore di un riconoscimento del lavoro difficile condotto in questi anni dal PD calabrese. Ne esce rafforzato un percorso che coinvolge Irto, il gruppo regionale, i parlamentari e l’intera organizzazione del partito.

Da Lamezia parte dunque una sfida al centrodestra che guarda alle politiche e agli sviluppi destinati a condurre alle prossime elezioni regionali. La festa ha mostrato disponibilità al confronto, partecipazione e volontà di costruire una proposta comune. Nei prossimi mesi sarà necessario trasformare questi segnali in un lavoro continuo, capace di coinvolgere anche chi oggi resta lontano dalla politica.

La partita è aperta. Il PD e il centrosinistra saranno ora chiamati a dimostrare se sapranno costruire un’alternativa credibile al governo Occhiuto, conquistando sul terreno delle proposte e dei comportamenti la fiducia dei calabresi.