Alla fine non c'è stato alcun decreto. E forse è proprio questa la notizia.
La nomina del vicepresidente della Provincia di Catanzaro, attesa per settimane e data ormai per imminente, è rimasta ferma sulla scrivania del presidente Amedeo Mormile. Non perché sia venuto meno l'accordo politico, ma perché nel frattempo gli eventi hanno reso superflua una formalizzazione che tutti, dentro Fratelli d'Italia, considerano ormai acquisita. Francesco Fragomele, infatti, continua di fatto a svolgere il ruolo di vicepresidente dell'ente intermedio. Lo ha dimostrato anche pubblicamente in occasione delle celebrazioni del 2 giugno, quando è stato lui a rappresentare la Provincia nella manifestazione istituzionale organizzata nel capoluogo. Un segnale politico prima ancora che amministrativo.

La spiegazione è tutta nella continuità amministrativa determinata dall'ultima tornata elettorale provinciale. Il consigliere comunale di Stalettì Fragomele, essendo stato rieletto in Consiglio provinciale, continua a esercitare le funzioni di vicepresidente sulla base del decreto firmato dal presidente Mormile all'inizio della consiliatura. Un nuovo provvedimento, almeno nell'immediato, non si è reso necessario e così l'assetto dell'ente è rimasto invariato.

La questione si era aperta nei mesi scorsi dopo il rinnovo del Consiglio provinciale e il conseguente riassetto degli equilibri interni al partito di Giorgia Meloni. Sul tavolo erano finite le aspirazioni di diversi amministratori locali che, forti del risultato ottenuto alle provinciali, chiedevano una rappresentanza più incisiva all'interno dell'ente.
Tra questi il sindaco di Feroleto Antico Pietro Fazio, sostenuto da una vasta rete di amministratori costruita attorno al lavoro politico dell'assessore regionale Antonio Montuoro. Una spinta che aveva alimentato l'ipotesi di una soluzione alternativa rispetto alla riconferma di Fragomele. Ma il passare delle settimane ha raffreddato il dibattito. Così Fragomele è rimasto dov'era. Senza decreto, ma con una legittimazione politica che appare intatta. Del resto, chi conosce le dinamiche interne di Fratelli d'Italia assicura che il partito non ha alcuna fretta di chiudere la partita. Anzi. La vera sfida non è più la vicepresidenza della Provincia ma il suo futuro governo. All'orizzonte ci sono infatti le elezioni provinciali dell'autunno prossimo, quelle che segneranno la conclusione dell'esperienza amministrativa guidata da Mormile. Ed è proprio su quel tavolo che FdI intende giocare la partita più importante. L'obiettivo del partito sarebbe quello di esprimere direttamente il candidato presidente del centrodestra. Una prospettiva che inevitabilmente consiglia prudenza nelle scelte odierne e rende meno urgente la definizione di incarichi destinati ad avere una durata limitata.
Nel frattempo restano sullo sfondo anche le dinamiche legate alle prossime elezioni comunali di Catanzaro. Un passaggio che potrebbe ridefinire ulteriormente i rapporti di forza all'interno della coalizione e dello stesso partito. Non è un caso che la sottosegretaria Wanda Ferro, abbia lasciato intendere con chiarezza che Fratelli d'Italia sul capoluogo non resterà spettatore. Un messaggio rivolto sia agli alleati sia agli interlocutori interni, destinato a pesare nelle future trattative.

Per questo la mancata firma di un nuovo decreto non va letta come uno stallo. Al contrario. È il segnale di una strategia che guarda oltre l'immediato e che considera la vicepresidenza soltanto una casella di passaggio rispetto alla partita vera: la successione a Mormile e la ridefinizione degli equilibri del centrodestra catanzarese.