I rappresentanti del partito azzurro: «Il consigliere Capellupo ha cercato maldestramente di attribuirsi l’ennesimo merito che non ha e non può avere, visto che la pratica per l’ampliamento del Centro clinico San Vitaliano, importantissima realtà sanitaria privata che opera a Catanzaro grazie all’impegno del gruppo Citrigno, è stata approvata grazie ai voti di FI»
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«Il consigliere Capellupo, in perfetta sintonia con l’amministrazione che rappresenta, ha cercato maldestramente di attribuirsi l’ennesimo merito che non ha e non può avere, visto che la pratica per l’ampliamento del Centro clinico San Vitaliano, importantissima realtà sanitaria privata che opera a Catanzaro grazie all’impegno del gruppo Citrigno, è stata approvata grazie ai voti di Forza Italia», è quanto si legge in una nota diramata dal gruppo consiliare di Forza Italia di Catanzaro.
«Omette in modo strumentale, il consigliere Capellupo – prosegue il comunicato – che senza i voti favorevoli di quattro rappresentanti del nostro gruppo e di quello gemello di Catanzaro Azzurra, cioè Lobello, Sergio Costanzo, Levato e Passafaro, cui bisogna aggiungere l’astensione – che sostanzialmente è un voto positivo – del consigliere Assisi, la delibera non sarebbe mai e poi mai passata perché la maggioranza, se così possiamo definirla, non aveva i numeri per riuscirci in un Consiglio che si riunisce sempre meno proprio perché trovare i sostenitori di Fiorita è impresa impossibile. Lo abbiamo fatto per senso di responsabilità, amore nei confronti della città, della quale abbiamo chiaramente rispettato un interesse fondamentale sul fronte sanitario: quello di garantire la migliore condizione possibile perché possa continuare a crescere un Centro clinico che è un’eccellenza non solo per il capoluogo regionale, ma per tutta la Calabria».
«Era un’occasione che Catanzaro non poteva perdere – si legge in conclusione – e grazie al nostro apporto non è stata persa. A riprova di quanto sosteniamo ricordiamo al consigliere Capellupo che, una volta votata la delibera, siamo usciti dall’aula ed è venuto meno il numero legale sulle pratiche, relative a debiti fuori bilancio, su cui non ci sono stati i dovuti chiarimenti della maggioranza ai dubbi sollevati dal gruppo misto».


