Il referendum s'ha da fare. È quanto ha stabilito l'Ufficio Centrale Regionale per il Referendum, istituito presso la Corte d'Appello di Catanzaro. Quest'ultimo ha accolto infatti il ​​ricorso presentato dai consiglieri regionali di minoranza Ernesto Francesco Alecci, Elisabetta Maria Barbuto, Vincenzo Bruno, Francesco De Cicco, Giuseppe Falcomatà, Rosellina Madeo e Giuseppe Ranuccio, con l'intervento delle Consigliere regionali Filomena Greco ed Elisa Scutellà. Il tema è la riforma dello Statuto e, in particolare , il pezzo in cui veniva recepita la norma nazionale che prevedeva l'allargamento della giunta a nove assessori e introdotte le figure di due sottosegretari a supporto dell'azione del presidente della giunta regionale.

Proprio su queste figure dei sottosegretari si era acceso un rovente dibattito politico con la minoranza che riteneva non solo superflua la figura istituzionale che era stata abolita dal centrodestra di Scopelliti, ma addirittura esagerata l'indennità prevista. Soprattutto l'opposizione chiedeva che la modifica statutaria dovesse essere sottoposta a referendum come previsto dall'articolo 123 della Costituzione e dall'articolo 58 dello stesso Statuto regionale. Il problema è che la maggioranza aveva approvato in consiglio una legge che prevede che lo statuto si sottopone a referendum solo in caso di modifiche sostanziali delle regole e non parziali. Per questo il 28 aprile scorso il segretario generale aveva rigettato la richiesta di referendum avanzata dall'opposizione. Questa aveva presentato ricorso e si è arrivata alla pronuncia odierna. In forza della quale la Corte d'Appello dichiara ammissibile la richiesta di referendum popolare depositata il 28 aprile 2026 presso la Segreteria Generale del Consiglio Regionale della Regione Calabria e ordina al Segretario generale del Consiglio regionale della Regione Calabria di dare impulso al referendum popolare.

In caso di referendum è facile prevedere una battaglia politica molto aspra vista la nota sensibilità della gente contro i privilegi della casta politica, ma Occhiuto può evitare lo scontro politico come dice la stessa opposizione in una nota. «Non si può modificare lo Statuto regionale passando sulla testa dei calabresi. Ora la scelta spetta al Presidente Occhiuto che può tornare in aula per ripristinare lo strumento del referendum ed eliminare le figure dei Sottosegretari, oppure indire il referendum e chiedere al popolo calabrese di decidere se sprecare ancora soldi per altre poltrone inutili» .

Prudenzialmente proprio questa potrebbe essere la strada che seguirà Occhiuto che non è mai apparso così desideroso di nominare i due nuovi assessori promessi a Lega e Noi Moderati. Prima aveva detto che bisognava attendere le amministrative, poi l'esito dei ballottaggi, infine ha lasciato cadere la cosa approfittando della crisi che sta attraversando la Lega. Forse il presidente, in fondo in fondo, tanto dispiaciuto di questa decisione della Corte d'Appello non è.

Resta però un problema giuridico ovvero quello del sottosegretario che Occhiuto ha nominato. Si tratta dell'avvocato Ettore Figliolia, già consulente del governatore Occhiuto dal 2022, Cassazionista con una lunga e autorevole esperienza maturata ai vertici dell'Avvocatura dello Stato. E' stato proprio lui attraverso un'intervista al Quotidiano a dire che il nulla osta della Corte dei Conti non è necessario per l'uscita dal commissariamento del comparto sanitario. Adesso che succederà a questa nomina (che Figliolia ha deciso di ricoprire a titolo gratuito) e soprattutto in base a quali presupposti giuridici è stata fatta?

Lo vedremo. Intanto l'opposizione risulta «Oggi è una giornata importante! E' appena arrivata una notizia che aspettavamo con ansia e di fronte alla quale non possiamo certamente restare “MUTI”, come il Presidente Occhiuto magari vorrebbe: l'Ufficio Centrale Regionale per il Referendum, presso istituito la Corte d'Appello di Catanzaro, ha accolto il nostro ricorso e ci ha dato ragione riguardo la necessità di indire un referendum popolare per la nomina dei Sottosegretari alla Giunta regionale in Calabria. Il Presidente Occhiuto aveva, anche, provato a togliere la parola ai calabresi il 28 aprile il Segretario Generale, da lui nominato, aveva rigettato la nostra richiesta di referendum sulla modifica dello Statuto. Ma non ci siamo arresi davanti a questa azione antidemocratica e abbiamo fatto ricorso, con i Professori Andrea Lollo e Paolo Falzea e l'Avvocato Antonio Ionà e oggi l'Ufficio centrale regionale per il referendum ci ha dato completamente ragione».

Altre considerazioni verranno offerte nell'incontro con la stampa che i capigruppo di opposizione terranno domani, venerdì 3 luglio, alle 9.30, nella sede regionale del Pd di Lamezia Terme. Saranno presenti Ernesto Alecci per il Partito Democratico, Elisa Scutellà per il Movimento 5 Stelle, Enzo Bruno per Tridico Presidente, Francesco De Cicco per Democratici Progressisti Meridionalisti e Filomena Greco per Casa Riformista – Italia Viva. Saranno presenti, inoltre, i legali dei consiglieri