Dedicato ai ragazzi dagli 11 ai 21 anni: educazione, socialità, lavoro e supporto psicologico al centro del progetto finanziato dal Ministero
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Un luogo da immaginare prima ancora che da abitare. Perché, come ricordava il grande scrittore Élisée Reclus, la geografia arriva prima della storia: servono spazi, visioni concrete, per permettere alle idee di mettere radici. È da questo assunto che prende forma “TU S.E.I. – Scelgo, Esprimo, Imparo”, il progetto che ha l'ambizione di diventare un punto di riferimento per i giovani della città.
Finanziato (con circa 3 milioni di euro) dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito dell’avviso nazionale DesTEENazione – Desideri in azione, “TU S.E.I.” richiama già nel nome il protagonismo, la libertà di scelta e la crescita consapevole degli adolescenti. Il cuore dell’iniziativa è la realizzazione, nel centro cittadino, all’ex scuola Carbone, di uno Spazio Multifunzionale di Esperienza dedicato a ragazzi e ragazze dagli 11 ai 21 anni.
Al taglio del nastro e alla successiva benedizione officiata da don Maurizio Franconiere, hanno partecipato autorità civili, militare e religiose come il prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, il questore Giuseppe Linares e il comandante provinciale dei carabinieri Giovanni Pellegrino, gli assessori comunali Giusy Iemma, Vincenzo Costantino, Giuliana Furrer e Donatella Monteverdi, le consigliere Daniela Palaia e Igea Caviano, il consigliere Rosario Lostumbo e l’ex assessore alle Politiche sociali Giusy Pino. Si tratta di un intervento concreto, nato dall’ascolto dei bisogni del territorio: contrastare il disagio giovanile, prevenire la dispersione scolastica, sostenere le fragilità e offrire opportunità reali di sviluppo personale e sociale. Lo spazio sarà gestito dalla cooperativa Adiss e vedrà il coinvolgimento di educatori, psicologi e professionisti, in un lavoro strutturato e continuo. L’edificio, articolato su due piani, è stato pensato come un ambiente aperto e dinamico: aule studio, spazi relax, aree per attività ricreative – dal ping pong al biliardino – e ambienti lasciati volutamente “liberi”, pronti a essere trasformati dalla creatività dei ragazzi. «Prima degli spazi educativi e ricreativi, servono gli spazi stessi. Qui ci saranno educatori, psicologi, attività, ma soprattutto ragazzi che potranno vivere e trasformare questo luogo» - ha dichiarato l'assessore alle Politiche sociali Nunzio Belcaro. All’interno del progetto saranno attivate sette linee di intervento integrate, capaci di abbracciare tutti gli ambiti della vita adolescenziale. I giovani potranno partecipare ad attività educative e laboratori creativi, come teatro e produzione audio-video, ma anche realizzare podcast e sperimentare nuove forme di comunicazione. Non mancheranno spazi dedicati allo studio e al supporto scolastico, attività sportive – tra cui la boxe come strumento educativo – e percorsi di educazione digitale e prevenzione, anche attraverso interventi di strada con un camper dedicato. «Immaginate – ha aggiunto Belcaro – che una delle prime scuole ad aderire è il Liceo Scientifico Enrico Fermi. È molto bello: i ragazzi del quartiere marinaro saliranno nel centro storico per sviluppare i loro progetti. È una contaminazione di conoscenza della città che riteniamo fondamentale».
Particolare rilievo avranno i progetti scolastici innovativi, come quelli del programma “GetApp”, già avviati con diverse adesioni, e le attività di orientamento e accompagnamento al lavoro, con esperienze pratiche e tirocini. Ampio spazio sarà dedicato anche al benessere emotivo: sarà attivo un servizio di supporto psicologico per i ragazzi e uno spazio di ascolto per le famiglie. «Molte delle pareti che vedrete – ha sottolineato ancora l’assessore – lasciano spazio alla creatività, perché i ragazzi qui dentro sono i protagonisti assoluti. Devono immaginare di guidare i processi e di condizionare direttamente i luoghi».
Per il sindaco Nicola Fiorita - che ha sottolineato le diverse realizzazioni in corso d’opera - si tratta di «uno spazio un pochino diverso rispetto agli altri, intanto perché apre veramente nel cuore del Centro storico. C’è anche una piccola dimensione affettiva, questa era la mia scuola elementare e ricordo che qui intorno c’erano tre scuole elementari, la Maddalena, il Carbone, la Stella e una scuola media, la Mazzini. Ora il nostro centro storico è diverso, però ha bisogno di recuperare anche questi spazi. Sulla Mazzini c’è la progettazione in corso per demolirla e restituire uno spazio largo al quartiere con anche qualche posto auto, sulla Maddalena posso anticipare che potremmo avere delle buone notizie a breve e sul Carbone apre uno spazio che è fatto per i ragazzi, e fa seguito anche all’apertura dell’ala di nostra gestione di Palazzo Fazzari».

