Oggi più che mai va di moda discutere di malasanità in Calabria. In un contesto del genere piace raccontare una storia controcorrente, la vicenda positiva che ha interessato Eleonora Crupi, paziente ricoverata ultimamente nel reparto di Geriatria del Policlinico universitario “Mater Domini” di Germaneto per la sostituzione di una valvola aortica e stent coronario. La 73enne di Mileto già nel 2021 è stata “salvata” dai medici del nosocomio dell’Azienda ospedaliero universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro con un intervento a “cuore aperto” susseguente a un infarto. Nei giorni scorsi la necessità di un’ulteriore operazione chirurgica. Oggi l’accorata lettera inviata al dirigente del reparto, Angela Sciacqua. A colpire la paziente non solo la professionalità, ma anche l’umanità con cui è stata trattata dai medici.

«Ho apprezzato molto la sua gentilezza, la sua pazienza e la sua capacità di spiegare chiaramente il mio stato di salute e le opzioni di trattamento disponibili. Ha dimostrato di avere a cuore la persona, oltre che il paziente - ha affermato la Crupi rivolta alla responsabile del dipartimento -, e mi ha permesso di guadagnare maggiore tranquillità durante un momento molto difficile della mia vita. Di questo le sarò sempre grata. Volevo complimentarmi anche con i medici, gli infermieri e gli operatori del suo team per le cure, l’assistenza, la competenza e la professionalità dimostrate. Non credo possa darsi per scontato tutto ciò, visto che il personale svolge un lavoro psicologicamente e fisicamente impegnativo. Già perché la “buona sanità” - aggiunge - non è legata solo alle capacità professionali e alle attrezzature all'avanguardia, ma anche all'umanità del personale, alla certezza del paziente di essere ascoltato, incoraggiato e seguito prima e dopo l'intervento. A volte sono proprio questi elementi, la premura, la gentilezza, la pazienza, la sensibilità, l’attenzione a fare la differenza».

A seguire la paziente del “Mater Domini” ci tiene a sottolineare che «professionalità, umanità, empatia e smisurata disponibilità hanno fatto una differenza significativa nella mia vita. Ho potuto costatare personalmente - spiega - che la professione del medico è una missione, una sorta di “destino” personale che segna le vite altrui, che offre una magica percezione di sé e del percorso da affrontare, regalando speranze. Germaneto rappresenta una risorsa importante, un riferimento e un luogo in cui il paziente ritrova dignità e risposte. E’ necessario potenziare una struttura che dovrebbe ottenere l’attenzione della politica e collocarsi come un’eccellenza calabrese, anche nella classifica delle migliori strutture sanitarie italiane». In conclusione, la richiesta alla dottoressa Sciacqua di estendere il sentimento di riconoscenza e il grazie di cuore al cardiologo Salvatore De Rosa, «che mi ha ridato la vita per la seconda volta», e ai cardiochirurghi Malta, Di Virgilio e Polistena, «i quali mi hanno salvato nel 2021 e mi sono stati vicini anche in quest’ultimo momento difficile».