Il presidio sito nel quartiere di Mater Domini da punto di riferimento per ammalati e famiglie a simbolo di abbandono e restrizioni
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Una lettera al dirigente generale del dipartimento Salute e Welfare della Regione Ernesto Esposito per un incontro urgente: il tema è la sospensione del progetto DNA presso il Consultorio familiare di via Sirleto a Mater Domini di Catanzaro ed i firmatari sono i pazienti ed i familiari che vi afferiscono.
«Il progetto dedicato ai D.C.A ormai catalogati in D.N.A (Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione) attivo presso il Consultorio Familiare di Via Sirleto sin dal 2005 è stato drasticamente ridotto a partire dal mese di aprile – scrivono i ricorrenti – lasciando numerosi pazienti senza un punto di riferimento fondamentale per il proprio percorso di cura e di sostegno psicologico, in quanto sono state mantenute solo le prestazioni interne,quali
dietologo,infermiera e una sola Psicologa a fronte di tutte le altre figure professionali quali psichiatre, interniste e ulteriori psicologhe che stavano seguendo i diversi pazienti in cura presso questo ambulatorio.
Si tratta di un servizio delicato, necessario, spesso vitale. I D.N.A non sono semplici disagi alimentari, ma patologie complesse che coinvolgono corpo, mente,relazioni e dignità personale. Anoressia, bulimia, binge eating e altri disturbi colpiscono oltre il 5% della popolazione italiana, più di tre milioni e mezzo di persone, soprattutto donne ma anche persone di sesso maschile e cosa più allarmante, sempre più giovanissimi (l' età d'esordio dei sintomi si è abbassata tra gli otto e i dodici anni), richiedono percorsi multidisciplinari, continuità terapeutica e soprattutto accessibilità pubblica, perché la salute
non può diventare un privilegio riservato a chi può permettersi cure private. Il servizio per i D.N.A, situato presso il Consultorio di Via Sirleto, è un ambulatorio dedicato, di primo livello.
Il primo in Calabria, dei quali purtroppo non esiste una rete capillare di strutture di degenza o semi-degenza che si occupano di D.N.A e che costringe i pazienti spesso alla migrazione fuori regione, in altre strutture che garantiscano il servizio.
La realtà di Via Sirleto rappresenta per molti uno spazio sicuro, gratuito e
competente, un presidio di ascolto e supporto che il 31 marzo viene improvvisamente interrotto nelle sue prestazioni multidisciplinari (psicologhe,psichiatre, intemiste...)senza certezze sui tempi di ripresa delle attività con conseguenze allarmanti per i pazienti e relative famiglie.
Con questa denuncia politica – scrivono i pazienti alla Regione Calabria chiediamo la ripresa immediata di tale servizio nella sua complessità (e non mantenendo solo le figure interne in quanto molti pazienti da un giorno all' altro sono stati lasciati senza supporto psicologico e farmaceutico/psichiatrico o internistico), perché non possono essere scaricate sui pazienti le conseguenze di ritardi burocratici e responsabilità politiche. Rifiutiamo l'idea trasmessa con il messaggio, subdolo e
subliminale, che il DNA sia un problema solo di peso corporeo, di BMI (Indice di Massa Corporea)per cui continuare le visite con un dietologo e non qualcosa di molto più profondo e multidisciplinare che va trattato come tale con le figure preposte, come è avvenuto fino a marzo, grazie al personale medico e sanitario che con il proprio lavoro ha suscitato
speranze per e tra i pazienti e le loro famiglie.
Un percorso costruito con fiducia e fatica che rischia di rimanere ridimensionato definitivamente per scelta politica. É inaccettabile che un servizio sanitario essenziale venga trattato come qualcosa di secondario o rinviabile. La prevenzione, la salute mentale e il supporto non possono essere lasciati in sospeso "fino a data da destinarsi"..
Per comprendere i motivi di questa drastica riduzione con conseguente sospensione di molte prestazioni essenziali e per procedere immediatamente alla riattivazione in toto del progetto Le chiediamo un urgente incontro»

