«Purtroppo, non tutte le organizzazioni sindacali partecipano ai tavoli di confronto regionale (se a livello nazionale non sottoscrivi il CCNL, sai bene che non potrai partecipare alle delegazioni trattanti decentrate) e allora a queste sigle non resta altro da fare che attuare la ormai usuale liturgia della contestazione degli accordi che le altre sigle sindacali hanno sottoscritto». Lo scrivono in una nota i segretari generali Cisl Fp Luciana Giordano, della Fials Bruno Ferraro e del Nursind Vincenzo Marrari commentando le prese di posizione espresse da altre sigle sindacali che hanno criticato i contenuti dell’accordo. Cisl Fp, Fials e Nursind Calabria «sono stati sempre presenti ai tavoli di confronto regionale con l’unico obiettivo di tutelare i lavoratori della sanità e avendo ben presente i loro sacrifici quotidiani, si sono sforzati di ottenere per loro, incentivi e nuove opportunità firmando tre importanti accordi regionali lo scorso 25 giugno.

Il primo accordo sulle risorse aggiuntive regionali (RAR), ottenute per la prima volta nella storia della sanità calabrese sottoposta a commissariamento, che ammontano a circa tre milioni di euro, che saranno destinate per il 50% dell’importo complessivo, proprio al personale del suem 118, con il riconoscimento di una corposa remunerazione sotto forma di premialità legata alla performance.

Un risultato per nulla scontato, indicativo dell’attenzione da sempre riservata a tutto il personale dell’emergenza urgenza dalle componenti sindacali che hanno sottoscritto i citati accordi. Ma ecco che un obiettivo da tempo inseguito e auspicato rischia di essere offuscato dalla polemica sollevata da alcuni sindacati, che piuttosto che riconoscere l’importanza e il valore di aver ottenuto finalmente le risorse aggiuntive regionali e di averne destinato ben 1.500.000 euro ai 1.244 operatori del suem 118 a titolo di premialità, preferiscono concentrare le loro attenzioni sul secondo accordo regionale sottoscritto il 25 giugno».

Si tratta in particolare di un documento che disciplina le modalità di erogazione delle indennità di pronto soccorso, «laddove la stessa viene riconosciuta, a norma dell’art. 69 del CCNL del comparto sanità pubblica 2022/2024 al personale assegnato ai servizi di pronto soccorso. Orbene, nel prendere atto che la formulazione lessicale della disposizione contrattuale stabilisce che detta indennità spetta a tutto il personale assegnato al pronto soccorso, evitando di farsi trascinare in una polemica infruttuosa e distruttiva, che creerebbe solo disagi agli operatori sanitari, Cisl Fp, Fials e Nursind a livello regionale hanno scelto di investire del problema le rispettive segreterie nazionali, chiedendo di portare al tavolo di contrattazione per il rinnovo del CCNL comparto sanità pubblica 2025/2027, in via di definizione, la richiesta di estendere il beneficio dell’Indennità di pronto soccorso a tutta l’area dell’emergenza urgenza, nella consapevolezza che sarà necessario un intervento di modifica normativa sulle leggi nazionali che finanziano detta indennità.

Lasciamo i polveroni mediatici alle altre sigle sindacali, a Cisl Fp, Fials e Nursind interessano soltanto i risultati per il bene dei lavoratori. E il risultato della negoziazione che ha visto l’approvazione delle linee guida per le prestazioni aggiuntive, con l’applicazione della nuova tariffa oraria di 60 euro, l’ottenimento delle RAR che permetteranno un ulteriore finanziamento delle prestazioni aggiuntive stesse e gli incentivi al suem 118 e indennità di pronto soccorso porteranno certamente miglioramenti retributivi per tutti i lavoratori del servizio sanitario calabrese».