L’episodio è avvenuto a Catanzaro e confluito in un reclamo inoltrato all’azienda sanitaria. La donna di 73 anni ha rifiutato di attestare il trattamento denunciando tutto all’associazione Cittadinanzattiva
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Non solo una carenza di presidi sanitari ma anche un tentativo di attestare falsamente la prestazione. È questa la denuncia raccolta da Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato e divenuta oggetto di un reclamo urgente e una diffida che l’associazione ha inoltrato all’Asp di Catanzaro.
All’azienda sanitaria, Cittadinanzattiva chiede intanto l’apertura di una verifica interna al fine di accertare l’episodio, riservandosi inoltre di trasmettere una denuncia-querela alle autorità giudiziaria per interruzione di pubblico servizio, tentata truffa e falso ideologico. I fatti ruotano attorno all’attivazione del servizio di assistenza domiciliare integrata in favore di una donna catanzarese di 73 anni.
Gli operatori, attivati dall’Asp per eseguire una terapia a lungo termine, si sono però presentati al domicilio della donna privi di materiali e presidi sanitari per effettuare la terapia richiesta. Nella diffida si legge infatti che «gli operatori hanno comunicato l'impossibilità di eseguire le prestazioni a causa della totale mancanza del materiale e dei presidi sanitari necessari presso l'ufficio di Via Daniele, dichiarando inoltre di non sapere se e quando tale procedura assistenziale potrà effettivamente iniziare».
Tuttavia, pur non avendo ricevuto alcun trattamento, gli operatori «hanno preteso che la paziente apponesse la propria firma sul foglio di attestazione del servizio, atto che avrebbe falsamente sancito l'avvenuto adempimento delle cure programmate». Richiesta a cui la 73enne si è opposta, denunciando l’accaduto a Cittadinanzattiva.
«Risulta – scrive l’associazione nella diffida - che gli uffici dello stesso distretto situati a Catanzaro Lido siano, al contrario, regolarmente e ampiamente provvisti di tutti i presidi sanitari e delle medicazioni occorrenti. Si configura pertanto non solo una palese e ingiustificata disparità di trattamento tra i pazienti del medesimo territorio per ragioni puramente logistiche, ma anche un tentativo di rendicontazione fraudolenta di prestazioni mai eseguite, a totale discapito della salute della malata».
Oltre a ciò l’associazione ha portato all’attenzione un ulteriore caso di carenza di presidi sanitari, ovvero pannoloni per pazienti allettati. Materiali che l’Asp dovrebbe fornire gratuitamente dietro attestazione della relativa patologia. Tuttavia, è la denuncia, da almeno due mesi i presidi non sono disponibili. A rendere noto l’episodio è la figlia di una donna di 85 anni allettata e con diritto a ricevere gratuitamente i materiali. La famiglia continua invece a sostenere personalmente i costi per carenza di materiali o difficoltà di approvvigionamento. «Da due mesi stiamo aspettando» spiega la donna. «Siamo in difficoltà, e così come noi anche tante altre famiglie».

