«Dispiace constatare che il consigliere regionale Ernesto Alecci abbia scelto di farsi portavoce di una vicenda che, evidentemente, non conosce nella sua reale consistenza. Prima di formulare accuse e parlare di propaganda, sarebbe opportuno approfondire i fatti e verificarne la fondatezza». Lo afferma in una nota Antonio Battistini, commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro rispondendo a un intervento dell’esponente dem il quale aveva riportato la vicenda di una giovane professionista rientrata in Calabria dalla Lombardia che, dopo oltre un anno di richieste rimaste senza risposta, avrebbe deciso di lasciare nuovamente la regione.

Il commissario Battistini replica: «La professionista citata da Alecci, una neuropsicomotricista assunta dall’Asp di Catanzaro con un contratto a tempo determinato presso la sede di Soverato, non è affatto rientrata dalla Lombardia per poi tornarvi a causa della presunta mancanza di attrezzature. La ricostruzione diffusa è, semplicemente, non aderente alla realtà. La professionista aveva partecipato all’avviso con l’obiettivo di avvicinarsi a Catanzaro, città in cui risiede. Nel corso dell’esperienza lavorativa a Soverato sono emerse criticità organizzative e professionali, sollevate dalla dottoressa in questione, che nulla hanno a che vedere con l’asserita indisponibilità di strumenti di lavoro o di attrezzature. La dipendente, infatti, non intendeva seguire casi particolarmente complessi ed è stata destinataria di un ordine di servizio. Inoltre, diversi genitori si sono lamentati della sua professionalità e hanno formalmente richiesto un cambio del terapista incaricato».

Entrando nel dettaglio, «alla stessa professionista sono stati concessi numerosi permessi, richiesti con particolare frequenza e sempre a ridosso dei fine settimana. Nel 2026, da gennaio a maggio, la dottoressa ha lavorato 65 giorni su 103. Inoltre ha chiesto reiteratamente di trasferimento presso la sede di Catanzaro anche invocando presunti motivi di salute, richiesta che non ha potuto trovare accoglimento poiché le esigenze assistenziali dell’Azienda imponevano la permanenza del servizio nella sede di Soverato».

Alla fine, «la professionista ha scelto di rientrare a Reggio Calabria, e non in Lombardia come erroneamente riportato, verosimilmente in attesa di eventuali future opportunità lavorative a tempo indeterminato a Catanzaro. Per queste ragioni – evidenzia il commissario - appare del tutto strumentale utilizzare questa vicenda per sferrare attacchi al governo regionale».

L’analisi di Battistini prosegue: «La sanità calabrese continua certamente a confrontarsi con criticità stratificate in decenni, ma è altrettanto vero che negli ultimi anni è stato avviato un percorso di riforma e rilancio che sta letteralmente cambiando il verso della sanità in Calabria, con risultati riconosciuti anche a livello nazionale. Il dibattito pubblico è sempre legittimo e il confronto politico è sacrosanto. Ma entrambi – conclude - devono fondarsi sulla verità dei fatti e non su ricostruzioni approssimative o, peggio, su narrazioni funzionali soltanto alla polemica politica del momento».