La Calabria ancora in fondo alla classifica nazionale della sanità. Secondo i dati del Nuovo sistema di garanzia del Ministero della Salute, riferiti al 2024 e basati sul monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), la Regione totalizza 189 punti, il punteggio più basso d'Italia.

Il monitoraggio, come sottolinea Repubblica che ha pubblicato la classifica, valuta la qualità dei servizi sanitari regionali attraverso 88 indicatori, raggruppati in tre macroaree: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Tra gli aspetti presi in esame figurano, ad esempio, la copertura vaccinale, i tempi di intervento del soccorso, l'appropriatezza delle prescrizioni, la percentuale di parti cesarei e gli esiti delle cure per patologie come l'ictus.

La Calabria resta l'unica Regione a non raggiungere la soglia di sufficienza nell'assistenza distrettuale, cioè nei servizi territoriali, mentre la Provincia autonoma di Bolzano e la Sicilia risultano ancora sotto i livelli minimi nell'area della prevenzione. Tutte le altre Regioni superano invece gli standard minimi in tutte e tre le macroaree.

In cima alla graduatoria si conferma il Veneto con 288 punti, seguito da Emilia-Romagna (282) e Toscana (280). Completano le prime posizioni Piemonte, Provincia autonoma di Trento e Lombardia. Alle spalle della Calabria si collocano Molise (192) e Sicilia (196), a conferma del persistente divario tra il Centro-Nord e il Mezzogiorno nella qualità dell'assistenza sanitaria.