Il tecnico giallorosso presenta la sfida del Ceravolo: Pecorino e Giovane indisponibili, possibile conferma del 3-5-2. Sulle parole di Polito: «Nessuno rema contro, forse non sono riuscito a trasmettere alcune cose»
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Il Catanzaro cerca una svolta davanti al proprio pubblico. Dopo il pareggio conquistato a Verona, i giallorossi tornano al Ceravolo per affrontare l'Ascoli in una partita che assume un peso importante per la classifica e per il futuro della squadra. Giorgio Gorgone non nasconde le difficoltà del momento, ma continua a credere nella possibilità di invertire la rotta.
«La squadra percepisce come me il momento. È inutile girarci intorno o analizzare quello che poteva essere e non è stato. La situazione è complicata, ma chiara. Dobbiamo essere consapevoli che possiamo risalire la china».
Le assenze e le indicazioni di Verona
Il tecnico dovrà rinunciare a Pecorino e Giovane, entrambi indisponibili. Due assenze che potrebbero incidere sulle scelte di formazione, soprattutto dopo le indicazioni arrivate dalla trasferta veneta.
«Pecorino e Giovane purtroppo sono out. Hanno fatto entrambi una buona partita, interpretandola in maniera diversa rispetto alle precedenti. È una valutazione che abbiamo fatto anche in passato e che può essere riproposta già domani o nelle partite successive».
Il riferimento è anche al 3-5-2 utilizzato contro il Verona, una soluzione che ha garantito maggiore compattezza ma ha limitato la produzione offensiva.
«Nelle ultime due partite abbiamo perso altre cose, è indiscusso. Nelle prime cinque avevamo proposto qualcosa che non era frutto della casualità. Nelle ultime due, invece, abbiamo proposto poco. Abbiamo guadagnato qualcosa da una parte e lasciato altro. Mi aspetto una prestazione migliore dal punto di vista del possesso e della capacità di essere propositivi».
Il ruolo di Pafundi
Tra le questioni tattiche affrontate anche quella relativa a Simone Pafundi, entrato positivamente a Verona e protagonista dell'azione che ha portato al calcio di rigore conquistato da Pecorino.
«È una posizione che può ricoprire, ma deve migliorare in alcuni aspetti. Mi è piaciuto molto come è entrato. Quando metti in campo giocatori di qualità, però, tutti devono fare uno sforzo in più. Oggi non possiamo permetterci di perdere un paio di giocatori nella fase di non possesso».
L'Ascoli e le difficoltà della partita
Gorgone riconosce il valore degli avversari, sottolineandone l'identità tattica e la solidità difensiva.
«È una squadra che gioca, con un'identità molto chiara e un gruppo consolidato. Ha giocatori di qualità e la migliore difesa del campionato. Dovremo avere la tranquillità di accettare anche alcuni momenti di sofferenza. Non troveremo una squadra come la Carrarese, ma un avversario che sa metterti in difficoltà e che ha meritato i punti conquistati».
Il tecnico insiste soprattutto sulla necessità di cambiare atteggiamento rispetto alle ultime uscite.
«Davanti al nostro pubblico dobbiamo avere la forza e l'energia per proporre gioco e provare a vincere. Essere remissivi non trascina nessuno».
Le parole di Polito e il rapporto con lo spogliatoio
Uno dei passaggi più significativi della conferenza riguarda le dichiarazioni del direttore sportivo Ciro Polito dopo la sconfitta contro il Mantova, quando aveva evidenziato come alcuni calciatori non avessero interpretato le richieste dell'allenatore.
Gorgone respinge l'ipotesi di uno spogliatoio che non lo segua.
«Qui nessuno rema contro. Non riuscirò mai a dire che questa squadra rema contro di me perché non lo penso proprio. Credo di essere una persona molto stimata dal gruppo. Forse alcune cose non sono riuscito a trasmetterle nel modo giusto, probabilmente ho sbagliato qualcosa anch'io».
E aggiunge: «Bisogna essere coraggiosi. A volte un giocatore sembra voler ricevere il pallone, ma in realtà non lo vuole. Sono situazioni che conosco perché ho giocato a calcio. Non è un attacco ai ragazzi, ma dobbiamo trovare il coraggio di giocare».
Il problema dei calci piazzati
Tra le criticità della stagione c'è anche il numero di reti incassate sugli sviluppi di calci d'angolo e situazioni da fermo. Un aspetto particolarmente delicato considerando le caratteristiche dell'Ascoli.
«Sono numeri che lasciano poca interpretazione. L'attenzione deve esserci sempre, indipendentemente dal modo in cui difendi. Stiamo facendo valutazioni anche sulla struttura fisica della squadra, perché a volte siamo piccoli di statura. È un elemento che stiamo considerando maggiormente anche nelle scelte di formazione».
Le alternative e le possibili novità
Le assenze potrebbero aprire nuove opportunità per chi finora ha trovato meno spazio. Gorgone cita Arditi, Koffi, Alesi e Tchaouna, apprezzandone l'atteggiamento mostrato quando sono stati chiamati in causa.
«Mi sono piaciuti molto i ragazzi entrati nella ripresa. Ci sono giocatori che meriterebbero più spazio, ma devo fare delle scelte. A volte, considerando l'importanza e la pressione della partita, cerco di affidarmi maggiormente all'usato sicuro. Non so se sia sempre giusto».
I fischi del Ceravolo e la paura di sbagliare
Il tecnico torna anche sulla contestazione arrivata dagli spalti durante la pesante sconfitta interna contro il Mantova.
«I fischi sono legittimi. Quando una squadra al 55' perde 3-0, sarebbe strano aspettarsi gli applausi. Non porto rancore a nessuno. Chiedo soltanto al pubblico di continuare a sostenere i ragazzi durante la partita, anche nei momenti difficili».
La preoccupazione principale resta però quella legata alla condizione psicologica dei calciatori.
«La cosa che mi preoccupa di più è che questa squadra possa avere paura. Essere tesi è normale, significa che ci tieni, ma c'è un limite. Quando hai troppa paura diventa quasi impossibile fare qualcosa di importante».
Infine, un messaggio di fiducia sulla possibilità di cambiare il corso della stagione.
«Credo fortemente che questa stagione possa cambiare in un attimo e prendere una strada diversa. Ho visto cose buone e cose molto brutte. I ragazzi sono dispiaciuti, ma se ci blocchiamo diventa un problema grosso».

