Prima conferenza stampa ufficiale da allenatore del Catanzaro per Michele Mignani, che alla vigilia della sfida casalinga contro il Padova, in programma sabato 31 ottobre alle 17:15 al Ceravolo, ha tracciato le linee guida del suo nuovo percorso in giallorosso. Dalla necessità di risollevare il morale della squadra alla ricerca di risultati immediati, passando per le scelte tattiche e il ruolo di Pietro Iemmello, il tecnico ha affrontato diversi temi, senza nascondere le difficoltà della situazione.

«Un grande onore essere a Catanzaro, dobbiamo invertire la tendenza»

«Devo ringraziare la proprietà, la famiglia Noto e il direttore sportivo Ciro Polito che hanno scelto di darmi questa possibilità. Per me è un grande onore essere qui a Catanzaro, ho accettato con grande entusiasmo. Sono arrivato in una situazione non bella, ma quando una società cambia allenatore è normale che la situazione non sia delle più floride. La volontà è quella di metterci sotto a lavorare per invertire la tendenza, con entusiasmo e sacrificio».

Il primo obiettivo è restituire fiducia a un gruppo reduce da settimane complicate.

«La cosa più importante è stata riuscire a ridare quel pizzico di entusiasmo negli occhi dei ragazzi. Adesso bisogna cercare di portare a casa dei punti il più velocemente possibile e poi creare, attraverso il lavoro, delle basi solide. La medicina migliore sono i risultati, perché ti riportano il sorriso all’interno dello spogliatoio e in campo. Non possiamo credere nella fortuna, tutto ciò che non è allenabile non possiamo considerarlo».

Verso il Padova: «Avversario in fiducia, pretendo una squadra che combatta»

Sulla partita di domani, Mignani è consapevole delle difficoltà che attendono il Catanzaro, soprattutto considerando il poco tempo avuto per lavorare con il gruppo.

«Domani c’è una partita difficile, tutte le partite in Serie B sono difficili. Affrontiamo il Padova che viene da due vittorie consecutive, quindi sarà una partita dal livello di difficoltà molto alto. A livello tattico qualcosa abbiamo provato a lavorare, ma con così pochi giorni è difficile modificare abitudini o impostare concetti nuovi».

Il tecnico chiede soprattutto una risposta sul piano caratteriale.

«Quello in cui spero è che, come è successo a Benevento, anche domani ci sia una reazione caratteriale per provare a vincere i duelli e a combattere su ogni pallone dal primo al novantacinquesimo minuto. Questo lo pretendo, me lo aspetto, e poi il resto sarà sicuramente una conseguenza».

La condizione della squadra e il pareggio di Benevento

Mignani ha spiegato di non avere ancora elementi sufficienti per valutare approfonditamente la condizione atletica dei suoi giocatori.

«In un giorno e mezzo è difficile fare una considerazione di come ho trovato la squadra. È chiaro che non era una squadra che sprizzava energia da tutti i pori, perché veniva da una brutta sconfitta e da un periodo con più risultati negativi che positivi. Sotto l’aspetto fisico è troppo presto per fare una valutazione. A Benevento la squadra ha corso, combattuto e lottato. A volte ha corso bene, altre male, ma credo che abbia retto i 90-95 minuti per quello che mi aspettassi».

Il pareggio conquistato nel finale ha comunque rappresentato un segnale incoraggiante.

«Abbiamo avuto anche un pizzico di fortuna nel riprendere la partita, però ho visto nei ragazzi la voglia di andare oltre le difficoltà. La partita di Benevento ci ha fatto capire che ce la possiamo giocare con tutti».

La lotta per la salvezza: «Sarà un viaggio lungo»

Il nuovo allenatore non si nasconde davanti alla classifica e alla necessità di recuperare terreno sulle dirette concorrenti.

«Lo sapevo, quando sono venuto la classifica l’avevo vista. Se fossi arrivato a dieci giornate dalla fine sarebbe stata una situazione diversa. Voglio provare a portare qualcosa di mio all’interno della squadra e non sperare. Dobbiamo cercare di fare quei punti che ci possono servire per riaggrapparci alle squadre davanti a noi, ma non possiamo pensare di farlo in breve tempo. Dobbiamo ragionare partita dopo partita. Sarà un viaggio lungo».

Mignani ha sottolineato anche il rapporto di fiducia con il direttore sportivo Ciro Polito, con il quale aveva già lavorato a Bari.

«Ho grande stima del direttore. Quando ho lavorato a Bari con lui ho capito che c’è sempre stata sinergia e la sinergia tra un allenatore e un direttore porta sicuramente beneficio a una squadra».

Il calcio di Mignani: «Equilibrio, aggressività e concretezza»

Sul piano tattico, il tecnico ha chiarito di non voler essere prigioniero di un modulo o di una particolare filosofia di gioco.

«Forse potrei aggiungere equilibrio. L’obiettivo è fare un gol più dell’avversario, cercare di non prenderlo e cercare di farlo. Poi si può segnare con tre passaggi, su un calcio piazzato oppure attraverso cinquanta o sessanta passaggi. A me interessa poco il mezzo, l’obiettivo è andare a fare gol».

E sulla fase difensiva:

«Per non prendere gol bisogna cercare di avere più uomini possibili dietro la linea della palla, essere aggressivi, essere bravi a opporsi all’avversario e a rubare palla. Mi piace vedere il calcio nella maniera più semplice possibile».

Il tecnico è tornato anche sulle scelte effettuate contro il Benevento, spiegando che la squadra aveva preparato due differenti strategie di pressione.

«Avevamo preparato la partita in due modi. Abbiamo provato ad andare ad aggredire il centrocampista che si abbassava, una volta con Petriccione e una volta con Alesi. Secondo me lo abbiamo fatto bene sotto l’aspetto delle distanze e delle diagonali. Magari non siamo stati fortemente aggressivi, ma bisogna considerare le nostre caratteristiche e quelle dell’avversario».

Iemmello e Buso: «Voglio tenere tutti dentro»

Uno dei temi affrontati riguarda il ruolo del capitano Pietro Iemmello e la gestione di una rosa particolarmente ampia.

«Iemmello è il capitano, un giocatore rappresentativo e mi deve aiutare a trovare delle soluzioni. Le scelte però le faccio io. Abbiamo una rosa ampia, con tante alternative, che devo conoscere bene. Ho bisogno di capire chi in questo momento può sorreggere un peso maggiore sulle spalle».

Sulla posizione offensiva del capitano, Mignani preferisce non sbilanciarsi.

«Iemmello negli ultimi anni a Catanzaro ha portato numeri, gol e assist. Non posso pensare che sia l’unico giocatore dal quale aspettarsi numeri. Abbiamo un reparto offensivo con varie alternative e dobbiamo capire quali giocatori possano dargli libertà, spazio e possibilità di entrare in area per segnare o mandare qualcuno a gol».

Il tecnico ha ribadito che le opportunità saranno aperte a tutti, compreso Buso, protagonista del pareggio di Benevento, e che le scelte dipenderanno dalle condizioni e dalle necessità di ogni singola partita.

Il messaggio ai tifosi: «Dobbiamo lottare per la maglia e per la città»

Nella parte conclusiva della conferenza, Mignani ha rivolto un messaggio ai tifosi giallorossi, sottolineando la responsabilità di rappresentare una piazza importante.

«Ho la percezione che sia un gruppo di ragazzi che ha voglia di lottare e combattere. Penso che dopo la partita con l’Ascoli siano usciti con la testa bassa, ma sono convinto che siano i primi a essere dispiaciuti. In questi giorni mi hanno dimostrato che hanno voglia di combattere per la maglia, per la città e per i tifosi».

Infine, una promessa precisa.

«Noi indossiamo questa maglia e portiamo addosso questo stemma. Non posso promettere che domani un mio calciatore si giri e metta la palla all’incrocio, però posso promettere che farà di tutto per combattere su ogni pallone. Lo dobbiamo fare per noi, per la città, per la società e per i tifosi. Ne va dell’onore e della faccia di ognuno di noi».