Dai campi di periferia battuti dalla fanghiglia, lì dove il calcio si impara nella forma più vera e diretta, fino ai palcoscenici più prestigiosi del panorama dilettantistico regionale. La carriera di Rosario Cariati è stata costruita passo dopo passo, coltivando il pallone come una vera e propria filosofia di vita. Un percorso che oggi lo incorona definitivamente tra le leggende del calcio calabrese: l'attuale attaccante del Taverna ha infatti tagliato uno storico e straordinario traguardo toccando quota 300 gol in carriera.

La gioia dei 300 sigilli

Un traguardo riservato a pochissimi e che racchiude anni di dedizione, colpi di classe e una regolarità realizzativa immune al passare del tempo. Intervistato ai microfoni di LaC News24, il bomber non ha nascosto l'emozione per l'ennesimo record della sua vita calcistica: «Si prova una gioia enorme, ma anche un po’ di incredulità. Quando raggiungi un traguardo così, ripensi alla strada fatta, agli allenamenti, ai sacrifici, ai momenti difficili e a tutte le persone che ti sono state accanto. Poi, però, pensi già al prossimo gol perché la passione continua a spingerti sempre avanti».

Il legame con la rete

Scegliere una rete preferita tra 300 perle è un'impresa impossibile per chi del gol ne ha fatto la propria ragione di vita: «I gol sono tanti avendone fatti 300, non saprei dire quale porto dentro con più gelosia, perché su ogni rete fatta c’è tutta la mia passione per questo sport e un attaccante vive solo di questo».
Una fame realizzativa che nasce da lontano e da una fiducia incrollabile nei propri mezzi, coltivata fin dalle prime uscite sui campi di provincia: «Fin dall’inizio sapevo di avere le qualità per arrivare in alto e non mi sono mai posto limiti. I 300 gol sono un traguardo importante, ma per me rappresentano soprattutto la conferma di ciò che ho sempre pensato: con talento, lavoro e determinazione, i risultati arrivano sempre».

La nuova sfida col Taverna

Festeggiato il traguardo personale, lo sguardo del bomber torna subito al campo e alle sorti del Taverna, spostato quest'anno nel girone A di Promozione. Una nuova avventura che richiede esperienza e leadership per centrare l'obiettivo primario della permanenza in categoria: «Il cambio di girone ci ha messo davanti a una sfida diversa, con avversari e ritmi nuovi. Sapevamo che il campionato del girone A fosse più forte con squadre più attrezzate. Ho cercato di prendermi le mie responsabilità e di trascinare la squadra già dal primo giorno di preparazione, sappiamo che la salvezza può essere fattibile solo se lavoriamo tutti insieme come abbiamo sempre fatto».