Mancanza di comunicazioni adeguate, regolamenti cambiati in corso d’opera, gare accorpate e addirittura poca trasparenza nelle gare di qualificazione alle finali regionali. E’ un durissimo atto di accusa quello che una serie di tecnici federali calabresi hanno messo nero su bianco e inviato al presidente della Federazione Italiana Nuoto, Paolo Barelli, ed ai responsabili nazionali e regionali. 

I tecnici che hanno firmato la missiva (Roberto Fantasia, Antonio Proietto e Angelo Greco della Kroton Nuoto, Antonio Corapi della Calabria Swim Race, Fabrizio Porretta della Penta Vibo, Germana Critelli del Gruppo Atletico Sportivo, Antonino Praticò dell’Italica Sport e Andrea Dodaro della Sport for Life) hanno presentato un lunghissimo cahiers de doleance, che racconta alcuni tra i più significativi contrattempi evidenziati nel corso della stagione. 

Incapacità  di programmazione nelle gare al Parco Caserta, la denuncia dei tecnici

"Già in occasione delle gare Swim Series – scrivono nella lettera - organizzate dal Comitato Regionale presso la piscina di Parco Caserta, è emersa una evidente incapacità di programmare e gestire correttamente una manifestazione federale. In tale occasione sono state accorpate nella medesima giornata categorie diverse tra loro (Esordienti B, Esordienti A, Ragazzi, Juniores, Cadetti e Seniores), senza alcuna pianificazione finalizzata a garantire tempi di gara compatibili con le esigenze degli atleti. La prima parte della manifestazione si è conclusa intorno alle ore 15:00; dopo una pausa di appena 20 minuti, le gare sono riprese fino a concludersi alle ore 21:50. Una programmazione di questo tipo ha costretto atleti, molti dei quali in giovane età, a permanere per oltre dodici ore nell’impianto sportivo, incidendo inevitabilmente sulla qualità delle prestazioni agonistiche e imponendo alle famiglie un sacrificio organizzativo del tutto evitabile”.

Alcuni episodi si sarebbero ripetuti durante i campionati invernali, come ad esempio “classifiche risultate errate e successive rettifiche durante le premiazioni, con evidenti criticità nell’applicazione del regolamento federale e, addirittura, la mancanza di medaglie per alcuni atleti”.

"Regolamenti modificati, gare anticipate e mancanza di giudici”: le dure accuse alla FIN Calabria

La lunga lettera continua precisando tantissimi episodi definiti come anomalie durante la fase estiva: “Sono state organizzate prove tempi – raccontano i tecnici – nelle quali i regolamenti sono stati modificati direttamente sul campo gara, senza alcuna preventiva comunicazione alle società partecipanti, in evidente contrasto con i principi di trasparenza, correttezza e parità di trattamento;  le graduatorie del settore Esordienti, indispensabili per la qualificazione alle Finali Regionali, non sono state predisposte dal Responsabile di settore né dal Comitato Regionale, i quali non sono stati in grado di elaborare una graduatoria unica che accorpasse correttamente i tempi conseguiti in vasca da 25 metri con quelli ottenuti in vasca da 50 metri, mediante le previste conversioni cronometriche. Tale attività è stata svolta direttamente da alcuni tecnici delle società, supplendo di fatto a una funzione che compete esclusivamente agli organi federali”. 
“Le Finali Regionali di categoria – prosegue la nota - inizialmente calendarizzate per il 17 luglio, sono state anticipate al 10 luglio senza alcuna comunicazione ufficiale rivolta alle società affiliate. L’unica informazione è stata diffusa attraverso una chat nella quale, peraltro, non erano presenti tutti i tecnici interessati. Durante le Finali Regionali di categoria diversi atleti, pur avendo ottenuto i migliori tempi di qualificazione e maturato il diritto a gareggiare nella serie più veloce, sono stati inseriti in serie più lente, alterando di fatto il corretto svolgimento della competizione e arrecando un grave danno sportivo e morale agli interessati; inoltre la manifestazione si è svolta in assenza dei giudici di virata, figure essenziali per garantire il regolare controllo tecnico, con inevitabili ripercussioni sulla qualità e sull’affidabilità della competizione”. 
La lunghissima missiva procede raccontando anomalie relative ai programmi gare, che sarebbero state trasmesse in ritardo ai cronometristi, puntando il dito su una gestione definita ormai “caratterizzata da una costante mancanza di programmazione, coordinamento e controllo, incompatibile con gli standard organizzativi che una Federazione nazionale è chiamata a garantire. La conseguenza più grave ricade sugli atleti, autentici protagonisti del nostro sport”.

“Nuoto di fondo abbandonato, nessun collegiale organizzato”: la richiesta di intervento alla FIN

“Analoga situazione riguarda il settore del nuoto di fondo – prosegue la denuncia – per il quale, nell’intera stagione, non è stato organizzato alcun collegiale o momento di preparazione tecnica, nonostante la presenza in Calabria di atleti e società che operano stabilmente anche in questa disciplina. Tale mancanza evidenzia una sostanziale assenza di programmazione e valorizzazione dell’attività tecnica regionale. Per tali ragioni chiediamo che la Federazione Italiana Nuoto voglia verificare con attenzione quanto esposto, accertare eventuali responsabilità e adottare gli opportuni provvedimenti affinché situazioni di questo genere non abbiano più a ripetersi”.
“Confidiamo in un Vostro autorevole intervento – conclude la nota – nell’interesse delle società affiliate, dei tecnici, delle famiglie e, soprattutto, degli atleti, affinché l’attività federale in Calabria possa tornare a svolgersi secondo i principi di efficienza, trasparenza, imparzialità e rispetto che devono contraddistinguere ogni competizione ufficiale”.