Il Catanzaro si ferma a Cesena dopo otto risultati utili consecutivi e lo fa nel modo più doloroso: con un crollo nella ripresa che cancella quanto di buono visto nel primo tempo. A fine gara, il tecnico giallorosso Alberto Aquilani non cerca alibi e analizza con lucidità una sconfitta che lascia più interrogativi che certezze.

«È inspiegabile, non te la so dare una risposta – ammette l’allenatore – perché dopo un primo tempo del genere abbassare così tanto il livello è qualcosa che ci fa riflettere». Un’analisi che parte proprio dalla netta differenza tra le due frazioni: «Hai fatto un primo tempo molto molto buono, dove potevi anche stare avanti di più di un gol, e invece il secondo tempo è stato male».

Il tecnico evidenzia come non sia un caso isolato: «Non è la prima volta che ci capita. Oggi magari qualche altra volta siamo stati bravi a non subire gol o ad avere una percezione diversa. Stavolta l’episodio ti va contro e poi non hai più la forza per rimetterla a posto».

Diversa, secondo Aquilani, la lettura rispetto alla sconfitta contro il Südtirol: «Quella era una partita in cui meritavamo ampiamente il pareggio. Oggi invece il risultato è giusto, perché c’è stata troppa differenza tra i due tempi».

Poi l’affondo sul piano mentale: «Siamo una squadra che probabilmente ancora non è pronta per fare quel salto definitivo di cui si parla. Mi auguro però che questa voglia non si trasformi in presunzione, perché con la presunzione rischi di fare brutte figure e perdere le partite in malo modo».

Non manca il riconoscimento al momento positivo vissuto fin qui: «Stiamo facendo un campionato straordinario, questo è giusto dirlo. Però se vogliamo migliorare dobbiamo pensare che questa è una cosa che non va bene, perché noi giochiamo sempre per fare risultato».

Infine, l’analisi tattica della ripresa, con un focus sulla reazione del Cesena: «La partita stava andando nella direzione che volevamo, avevamo il controllo del gioco. Poi i cambi del Cesena ci hanno messo in difficoltà, soprattutto con Cerri davanti, con la sua prestanza fisica».

Il momento chiave arriva subito dopo il pareggio: «Subito il gol, la gamba non è andata, non si è riaccesa e la testa è rimasta quella che è».

Il messaggio finale è chiaro e diretto: «Accettiamo il risultato del campo, ma non diventiamo presuntuosi».