Una stagione travagliata e piena di ostacoli per il Prasar, alla fine però terminata nel migliore dei modi ovvero con la salvezza nel campionato di Prima Categoria (girone C). Un obiettivo senz'altro normale per molte squadre ma, se si vanno a spulciare le circostanze e tutti gli imprevisti che hanno martoriato la compagine catanzarese, allora l'obiettivo prima normale si eleva a mezza impresa.

Mezza impresa

La squadra di mister Carmine Fioretti, dopo aver chiuso la stagione al terzultimo posto, a quota 22 punti, vince lo spareggio playout contro il Palermiti Girifalco per 2-1 e può festeggiare appunto la salvezza.
Una situazione però surreale quella in casa Prasar, con Fioretti costretto a lavorare con gli uomini contati e a fare di necessità virtù. Nessuno schema tattico, nessun asso nella manica, nessun cambio preventivo e in grado di far rifiatare gli altri o di cambiare l'inerzia della partita. Nulla. Solo (il più delle volte) undici uomini contati ed è per questo che la salvezza si trasforma in mezza impresa. Ecco le parole dello stesso tecnico, ai microfoni di LaC News24: «Non è stato un anno facile, dover lavorare in queste condizioni è ai limiti del possibile. Una panchina quasi sempre vuota, con quei pochi ragazzi rimasti chiamati a dare tutto in campo e sapendo di dover giocare tutta la partita. Alla fine però ci siamo riusciti e abbiamo portato la salvezza a casa. Ci sono però stati momenti davvero complicati che era difficile gestire. Un obiettivo che stiamo nostro e che ci godiamo fino in fondo, perché figlio del sudore e della tenacia».