Ci stavano credendo non solo i tifosi giallorossa, ma tutta la Calabria calcistica e non. Il Catanzaro va vicinissimo al sogno di ritornare in Serie A dopo oltre quarant’anni, vincendo 2 a 0 a Monza, pareggiando la sconfitta dell'andata. A festeggiare però sono i brianzoli solo per il  miglior posizionamento nella regular season.
Lacrime, rammarico e sofferenza davanti a una curva intrisa di giallorosso anche in trasferta. Se ne è parlato a 11 in Campo, format di LaC TV e condotto da Maurizio Insardà, giunto alla sua ultima puntata. In studio i giornalisti Giampaolo Cristofaro e Alessia Mancini e il direttore sportivo Beppe Ursino.

Quiete dopo la tempesta

Il rammarico ancora è tanto ma la voglia di ripartire deve essere più forte, anche per dare continuità a questa favolosa crescita. Un Floriano Noto, presidente del Catanzaro, che sta cercando di metabolizzare per ripartire più forte di prima.
Ospite della puntata, ecco le sue sensazioni: «Ricominciamo dalle belle emozioni vissute. Si ricomincia da oggi, ovvero la quiete dopo la tempesta proprio sotto l'aspetto delle emozioni. Dopo la partita ci siamo presi una pausa di qualche giorno ed era giusto così sia per i ragazzi, sia per lo staff e anche per me stesso dal momento che ho vissuto una settimana travagliata dal punto di vista personale».

Rammarico

Una favola che non ha avuto un lieto fine, ma ha lasciato un ricordo indelebile di esempio e tenacia: «Io ci ho sempre creduto, purtroppo nella gara di andata c'è stato questo incidente di percorso che ha complicato la rimonta. Inoltre noi abbiamo perso parecchie energie fisiche e mentali nelle due sfide di Palermo e, a tal proposito, a mio avviso, era giusto far passare un po' più di giorni per una finale così importante. Sapevamo comunque che, per regolamento, entro maggio bisognava chiudere la stagione, in futuro però è giusto che si debba dare un po' di respiro a chi parte dal primo turno eliminatorio dei playoff».
Noto però conferma ancora i suoi valori umani e sportivi: «Merito comunque al Monza, poiché arrivava con una differenza di punti importante e, durante la regular season, aveva anch'esso dimostrato di meritare la Serie A. Rimane certamente il rammarico perché io ci ho sempre creduto e vedevo i ragazzi come si allenavano».