La storia di un 33enne di Sellia Marina che, grazie al Ser.D. e all'Unità di Strada della Cooperativa Zarapoti, è riuscito a uscire dal tunnel di eroina e cocaina. Oggi lavora e lancia un appello ai giovani: «Non abbiate paura di chiedere aiuto»
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Ci sono storie che non si possono raccontare solo attraverso i numeri, anche se i numeri parlano chiaro.
Nel solo anno 2025, il mezzo mobile dell'Unità di Strada, gestito dalla Cooperativa Sociale Zarapoti, unico ente accreditato dal Sistema sanitario regionale in Calabria per questo servizio, ha percorso oltre 5.200 chilometri tra Catanzaro, Lamezia Terme e Soverato, effettuando più di 1.250 ore di intervento sul campo, quasi 4.400 prestazioni e oltre 5.300 contatti umani. Dietro questa imponente attività di prossimità e riduzione del rischio, però, ci sono soprattutto i volti. Ci sono le rinascite.
La testimonianza
Tra queste c'è quella di Domenico, 33 anni, di Sellia Marina.
La sua testimonianza racconta come un servizio di frontiera possa fare la differenza tra il perdersi definitivamente e il ritrovare la propria vita.
Domenico ha iniziato giovanissimo, «per gioco da ragazzino con le canne», racconta, fino a precipitare nel vortice dell'eroina e della cocaina. Dopo la tragica perdita dei genitori, quel baratro è diventato ancora più profondo.
«Non riuscivo più ad uscirne perché ne ero diventato dipendente... fino a farmi arrivare a perdere tutto».
La svolta arriva grazie alla segnalazione della Stazione dei Carabinieri di Sellia Marina, che lo mette in contatto con il Ser.D. e con gli operatori dell'Unità di Strada della Cooperativa Zarapoti.
«Ho intrapreso un percorso insieme a loro. Io li definisco i miei "angeli", perché grazie a loro sto riprendendo la mia vita in mano», scrive Domenico in una lettera carica di emozione e gratitudine.
«Devo ringraziarli perché sono persone molto umili, competenti, si spendono molto per i ragazzi e le ragazze che aiutano. Sono sempre pronti a tenderti la mano, ad ascoltarti, a farti capire che la vita è meravigliosa, che vali e meriti molto di più che buttare la tua vita dietro questa dipendenza orribile».
Oggi Domenico ha ritrovato un lavoro ed è orgoglioso dell'uomo che è diventato. Guardandosi allo specchio ripete a sé stesso una frase che considera il suo punto di forza:
«Mi reputo pulito, ma mai guarito».
Dalla sua esperienza nasce anche un messaggio rivolto ai ragazzi che vivono ancora la dipendenza: «Non pensate di essere deboli. Siete forti. Non buttate la vostra vita così, vivetela. Non abbiate timore di cercare aiuto».
E conclude con una citazione che racchiude il senso del suo percorso:
«Se ti droghi ti capisco, perché il mondo ti fa schifo; se non lo fai ti ammiro, perché sei in grado di combatterlo».
Il lavoro della Cooperativa Zarapoti
Quella di Domenico rappresenta una delle due storie di rinascita celebrate quest'anno dall'équipe della Cooperativa Zarapoti, composta da cinque professionisti e due volontari, che hanno accompagnato altrettanti giovani fuori dalla dipendenza fino al reinserimento nel mondo del lavoro.
L'attività dell'Unità di Strada, intanto, prosegue senza sosta.

Il camper della Coop nei luoghi della movida
Con l'arrivo dell'estate 2026, periodo considerato particolarmente delicato per il consumo e l'abuso di sostanze stupefacenti e alcol tra i giovani, il camper della Cooperativa sarà presente, da giugno a settembre, tre sere a settimana nei luoghi della movida, offrendo informazione, prevenzione, supporto e attività di riduzione del rischio.
«Il nostro obiettivo – spiegano gli operatori della Zarapoti – è intercettare precocemente il disagio. Agganciare una persona significa avviare un percorso complesso, che la porti a prendere consapevolezza del problema e ad affrontarlo».
Da qui anche un auspicio rivolto alle istituzioni: «Speriamo che sul territorio possano nascere altre Unità di Strada a supporto dell'unica attualmente esistente. Solo una presenza costante e capillare, nei luoghi in cui il disagio prende forma, può contribuire a salvare altre vite».

