In una nota i tre consiglieri comunali di opposizione parlano di «Danno erariale per circa 45mila euro causato dalla totale ignoranza della macchina»
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«Danno erariale per circa 45mila euro causato dalla totale ignoranza della macchina amministrativa». È il giudizio senz’appello targato Stefano Veraldi, Gianni Parisi e Valerio Donato e rivolto ai vertici di Palazzo de Nobili per quel che riguarda la tutela degli animali randagi nel capoluogo di regione.
In una nota diramata recentemente si legge che «a far saltare dalla sedia i consiglieri comunali la notizia dello sgombero di un appartamento letteralmente invaso da tredici gatti e non certo perché contrari all’intervento bensì - precisano Veraldi, Parisi e Donato – per una serie infinita di errori, tutti palesemente contenuti nell'ordinanza firmata dal sindaco Nicola Fiorita».
A finire nell'occhio del ciclone – prosegue il comunicato - il documento in base al quale circa un terzo dei randagi prelevati sono stati affidati alle volontarie che gestiscono le colonie feline nel capoluogo di regione per consegnare la restante e più cospicua parte del gruppo a una clinica veterinaria che, per conto della Catanzaro Servizi, gestisce solo ed esclusivamente i gatti feriti a seguito di incidente stradale e che - questo l’elemento che ha mandato su tutte le furie gli esponenti di opposizione - «assolutamente nulla ha a che fare con i gatti randagi non feriti».
Veraldi, Parisi e Donato si dicono dunque «stupiti da cotanto pressappochismo avallato dai relativi settori investiti dall’ordinanza n.44 di maggio 2025». Ed ancora: «di certo c’è che i consiglieri comunali di opposizione non si accontentano di presunte trattative tra il Comune e la clinica veterinaria convenzionata al fine di limitare i danni. A suo avviso, ormai il dado è tratto ed è un dado che mette a nudo il Re e la sua totale non conoscenza delle norme da rispettare per governare o perlomeno per non affondare un Comune che non è certo nelle condizioni finanziarie di sperperare denaro pubblico».
Sullo sfondo l'obbligo, scattato ormai 10 anni fa e mai ottemperato, di un'apposita struttura per la gestione dei gatti randagi. Una mancanza più volte segnalata dai consiglieri comunali e che sfocia in un inadempimento contrattuale che «ai catanzaresi - fanno notare Veraldi, Parisi e Donato - costa già di per sé fior fior di quattrini». Non finisce qui, però, perché «se - sottolineano con rammarico - al danno si aggiunge anche la beffa di un sindaco che disconosce le normative e spinge la Catanzaro Servizi e il Comune ad accollarsi pure costi di esclusiva competenza dell’Azienda sanitaria provinciale la situazione diventa grottesca».
In pratica - tuonano Veraldi, Parisi e Veraldi - «il Servizio veterinario dell’Asp, peraltro pure sprovvisto di struttura ambulatoriale, fa la parte del topo che balla tra gatti che non possono essere adeguatamente accolti per la mancata realizzazione di una struttura rimasta sulla carta e un Comune che, tramite una sua Partecipata e senza battere ciglio anzi con l’avallo dell'Ufficio Igiene e Ambiente, si accolla ingenti spese che devono essere onorate da un altro ente». Da qui la reazione stizzita dai consiglieri comunali assaliti peraltro pure dal dubbio, «rimasto tale a causa dei documenti ufficiali richiesti ai settori ma mai ottenuti», che «l’ordinanza sindacale sia stata addirittura emanata senza alcuna richiesta di sequestro da parte del servizio veterinario e della polizia locale».
E a questo punto Veraldi, Parisi e Donato non ne fanno alcun mistero: «Sono anche fatti come questi che fanno volare il pensiero e la speranza alle firme da consegnare al notaio entro il 24 febbraio per provare a liberare Catanzaro da un manipolo di incompetenti che si atteggiano a grandi amministratori, ma - gli esponenti dell’opposizione non hanno dubbi - stanno portando il capoluogo di regione alla rovina».

