Laboratori creativi, prime parole nella parlata ereditata dall'Albania, canti e balli della tradizione, passeggiate culturali e attività di gruppo sono diventati strumenti per riscoprire la cultura della comunità di origine albanese situata in provincia di Catanzaro
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Ci sono parole che raccontano una storia. Parole che hanno attraversato il mare insieme ai gruppi albanesi del XV secolo, sopravvivendo al tempo, ai cambiamenti e alle generazioni. Sono le parole della lingua arbëreshe, patrimonio prezioso che da oltre cinquecento anni continua a vivere nei paesi italo-albanesi sparsi in Calabria, custodendo memoria, identità e senso di appartenenza. Ma una lingua vive soltanto se qualcuno continua a parlarla. E oggi, più che mai, il suo futuro è nelle mani – e nelle voci – dei bambini.
Nasce da questa consapevolezza "Java Arbëreshë", il campo estivo promosso dall'Associazione Culturale Shpresa Jonë ETS, guidata dal presidente Domenico Casalinuovo, in collaborazione con l'Amministrazione comunale della Città di Maida. Un'iniziativa che non ha rappresentato soltanto un appuntamento estivo, ma un autentico investimento sul futuro di una delle più antiche minoranze linguistiche d'Italia.
Nei giorni scorsi, nella Casa della Cultura di Vena di Maida, bambini e ragazzi dai 5 ai 14 anni hanno vissuto un'esperienza capace di trasformare il gioco in memoria e il divertimento in conoscenza. Laboratori creativi, prime parole in lingua arbëreshe, canti e balli della tradizione, passeggiate culturali e attività di gruppo sono diventati strumenti per riscoprire una cultura che continua a rappresentare una delle espressioni più autentiche della storia calabrese.
Ogni parola imparata sarà un piccolo tassello restituito a una storia lunga oltre cinque secoli. Ogni canto, ogni racconto, ogni sorriso condiviso contribuirà a mantenere vivo un patrimonio che rischia di affievolirsi se non viene consegnato alle nuove generazioni.
Difendere la lingua arbëreshe significa infatti difendere una memoria collettiva fatta di sacrifici, di resilienza e di integrazione. Significa onorare l'eredità di un popolo che, pur lontano dalla propria terra d'origine, è riuscito a conservare la propria identità senza mai rinunciare al dialogo con il territorio che lo ha accolto.
È proprio per questo che iniziative come "Java Arbëreshë" assumono un valore che va ben oltre quello educativo. Rappresentano un ponte tra passato e futuro, un luogo in cui i più piccoli possono conoscere le proprie radici per costruire con maggiore consapevolezza il proprio domani.
Perché il futuro della lingua arbëreshe non si costruisce soltanto ricordando il passato. Si costruisce insegnando ai bambini ad amarlo.



