L’assemblea civica si riunisce oggi in seconda convocazione: i partiti restano divisi, anche internamente, tra Pugliese e Germaneto. Da parte di Fiorita ancora nessuna scelta di campo
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Il nuovo ospedale di Catanzaro torna al centro della scena politica cittadina, ma il Consiglio comunale rischia di trasformarsi ancora una volta in un’arena più simbolica che decisionale. La seduta straordinaria convocata dal presidente Gianmichele Bosco riapre un dossier che da mesi attraversa istituzioni, partiti e Regione senza trovare una sintesi. Sul tavolo c’è la scelta che segnerà per decenni l’assetto della sanità del capoluogo: mantenere il baricentro nell’area del Pugliese-Ciaccio o spostarlo verso Germaneto, in asse con il policlinico universitario e con l’idea di un polo integrato con l’Università Magna Graecia. Uno scontro che è diventato ormai politico prima ancora che tecnico. Da una parte coloro che spingono per la continuità con il presidio storico del Pugliese, difendendo la centralità urbana e il valore identitario della struttura. Dall’altra coloro che guardano con favore al modello Germaneto, in linea con una visione di accorpamento e specializzazione dell’offerta sanitaria. Una linea, quest'ultima, sostenuta dal presidente della Giunta regionale di Forza Italia Occhiuto come da buona parte del Pd del capoluogo. Ma non mancano e non mancheranno in aula i distinguo anche all'interno degli stessi gruppi consiliari. Nel centrodestra a rompere gli equilibri ci ha pensato Fratelli d’Italia. Il partito, che solo nelle settimane scorse aveva condiviso – anche in un passaggio istituzionale con il presidente della Regione Roberto Occhiuto – la scelta di affidare al Politecnico di Milano uno studio tecnico comparativo sulle possibili localizzazioni del nuovo ospedale, ha ora virato con decisione.
La nuova posizione è chiara: stop all’attendismo e sostegno esplicito all’ipotesi del Pugliese-Ciaccio come sede naturale del futuro presidio. Un cambio di linea che riapre la partita politica e rimette in discussione gli equilibri costruiti faticosamente nelle ultime settimane.
In mezzo, il sindaco Nicola Fiorita. Il primo cittadino, già ad aprile, sulle nostre testate, aveva tracciato una linea prudente: disponibilità al confronto, richiesta di certezze sui finanziamenti, difesa netta del Pugliese da ogni ipotesi di ridimensionamento. Ma senza mai arrivare a una scelta di campo.
Una posizione che oggi, di fronte alla polarizzazione crescente, pesa sempre di più. Fiorita parla di “soluzione condivisa”, insiste sulla necessità di risorse adeguate e rivendica il ruolo del Consiglio comunale. Ma la domanda politica resta sospesa: il sindaco da che parte sta davvero? La sensazione è che il primo cittadino cerchi di tenere insieme due esigenze difficilmente conciliabili: da un lato la pressione del territorio e la difesa del Pugliese come patrimonio storico della città; dall’altro la necessità di non rompere con la linea regionale e con lo studio affidato al Politecnico di Milano, chiamato a indicare la soluzione “più razionale” per il sistema ospedaliero. Proprio questo elemento tecnico, però, ha ulteriormente irrigidito il confronto politico, alimentando la percezione di un processo decisionale sempre più esterno al perimetro cittadino. Il Consiglio comunale di oggi diventa così un passaggio politico decisivo non tanto per la mozione finale, quanto per la messa a verbale delle posizioni. Una fotografia delle distanze, più che una sintesi.




