Cinque colpi di pistola esplosi contro un’auto e un pugno in pieno volto. Da Vibo Valentia a Castrolibero, da Iannello a Greco, il 2026 in Calabria si è aperto sotto una luce cupa, quella delle minacce e delle aggressioni ai danni degli amministratori locali. Un inizio d’anno che ripropone una dinamica purtroppo consolidata, segno di un clima ancora ostile verso chi rappresenta le istituzioni sul territorio.

Una costante, quella delle intimidazioni, che affonda le radici nel tempo. Secondo il report “Amministratori sotto tiro” dell’associazione Avviso Pubblico, dal 2010 al 2024 in Calabria si sono registrati 844 atti intimidatori, con una media di circa un episodio a settimana. I comuni coinvolti sono stati 204, praticamente la metà dei municipi calabresi, un dato che colloca la regione stabilmente tra le più colpite a livello nazionale. Numeri che, come sottolineato anche dal Ministero dell’Interno e dall’Anci, raccontano una pressione costante esercitata su sindaci, assessori, consiglieri e funzionari pubblici calabresi.

Da Barillari in poi, la lunga scia di minacce ai sindaci calabresi nel 2025

Neppure il 2025 ha fatto eccezione. A marzo, a Serra San Bruno, il sindaco Alfredo Barillari si è ritrovato l’auto incendiata nel cortile di casa: un gesto intimidatorio che ha scosso profondamente il centro del vibonese e che ha generato una forte reazione di solidarietà istituzionale e civile. Attorno al primo cittadino si è stretta l’intera comunità regionale, con prese di posizione trasversali del mondo politico e associativo. Stesse modalità anche a luglio contro il sindaco di San Nicola Arcella, Eugenio Madeo, che ai nostri microfoni ha confermato l’ipotesi dolosa dell’evento.

Ad agosto, nel cosentino, nel mirino è finita la deputata del Movimento Cinque Stelle, Vittoria Baldino. Nell’ufficio del padre, sindaco di Paludi, è stata recapitata una lettera minatoria indirizzata alla parlamentare. Un episodio che ha riacceso il dibattito sulla tutela degli amministratori e dei rappresentanti politici, spesso esposti anche indirettamente attraverso i loro familiari.

Proiettili, lettere minatorie, auto prese di mira: autunno caldissimo 

A settembre, a Taurianova, frasi offensive e minacce sono comparse contro il sindaco Biasi. Esattamente un mese dopo, una nuova lettera intimidatoria è stata indirizzata a Fabio Signoretta, primo cittadino di Jonadi, appena dieci giorni prima dell’episodio di Seminara, dove davanti al municipio è stata collocata una bombola del gas, chiaro segnale di avvertimento nei confronti del sindaco Giovanni Piccolo.

Nel giro di poche settimane, un altro caso nel cosentino: a San Lucido il sindaco Cosimo De Tommaso ha rinvenuto due proiettili d’arma da fuoco su un muretto nei pressi dell’ingresso del Comune. A Cariati, invece, l’assessore Cicciù si è ritrovato il parabrezza dell’auto distrutto da una pietra. Fino agli episodi più recenti: i colpi di pistola contro Iannello e l’aggressione fisica ai danni di Greco.

Con l’anno nuovo, insomma, per molti amministratori calabresi non sembra essere arrivata una vita nuova. Un fenomeno che continua a interrogare istituzioni e società civile sulla necessità di rafforzare prevenzione, sicurezza e sostegno a chi, ogni giorno, opera in prima linea nei territori più complessi della regione.