Tra le criticità in città, il leggero aumento della percentuale di secco residuo per abitante: +1,5 rispetto al 2023
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Catanzaro supera il 70% di raccolta differenziata e si colloca ai vertici regionali tra i capoluoghi. Il dato 2024 – 70,4% – mette la città allo stesso livello di Vibo Valentia e davanti a Cosenza (61,5%), mentre restano più indietro Reggio Calabria (36,7%) e Crotone (30,7%). È il punto di partenza del nuovo Dossier Comuni Ricicloni, che fotografa una realtà cittadina stabile sopra la soglia del 70%, in un contesto urbano non semplice per conformazione territoriale e densità abitativa. Alla presentazione di Ecoforum Calabria che si è svolta questa mattina nel Palazzo della Provincia di Cosenza ha partecipato anche l’assessore all’ambiente del Comune di Catanzaro, Irene Colosimo.
La provincia: secondo posto regionale
Se il capoluogo tiene, l’intera provincia conferma un andamento solido. Con il 65,5% di raccolta differenziata, Catanzaro è seconda in Calabria, dietro Cosenza (66,5%) e davanti a Vibo Valentia (61,8%). Più distanti Crotone (46%) e Reggio Calabria (44%). Su 80 comuni complessivi, 13 risultano “Rifiuti Free”, pari al 16% del totale provinciale.
I casi Soveria Simeri, Gimigliano e Tiriolo
Tra i comuni più performanti emergono due realtà ormai consolidate che guidano la classifica regionale dei Comune Rifiuti Free:
Soveria Simeri supera l’88% di raccolta differenziata, con un quantitativo di secco residuo per abitante del 33,2%. Anche Gimigliano si attesta oltre l’88%, con un sistema porta a porta strutturato e una produzione di residuo contenuta. Non si tratta di exploit occasionali ma di risultati costruiti nel tempo, attraverso continuità gestionale e controllo del servizio. Bene anche Tiriolo: con l’82,8% è quarto nella classifica regionale.
Il quadro regionale
Nel complesso, la Calabria nel 2024 raggiunge il 58,2% di raccolta differenziata (+3,4% rispetto al 2023), restando sotto la media nazionale del 67,7% indicata dall’ISPRA.
Un dato da consolidare
Per Catanzaro il 70,4% rappresenta un risultato significativo che segna una crescita constante negli ultimi tre anni.
La criticità da aggredire: aumenta il secco residuo
Tuttavia, la percentuale di secco residuo per abitante è in aumento del 1,5% rispetto al 2023: un dato da aggredire perché aumentando la qualità della differenziata, diminuiscono le percentuali di secco residuo e quindi anche i costi per i cittadini. La provincia conferma una struttura complessivamente organizzata, con punte di eccellenza nei comuni medio-piccoli. Il passaggio successivo non riguarda solo l’aumento delle percentuali, ma la capacità di rendere strutturale il sistema: qualità del materiale raccolto, autosufficienza impiantistica, riduzione del secco residuo. I numeri indicano una base solida. Il margine di miglioramento resta legato alla capacità della regione di colmare le carenze strutturali e trasformare la raccolta differenziata in un ciclo realmente chiuso.

